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LA GUERRA DEL TIFO

Posted by vitaliano82 su venerdì, 9 gennaio 09

In questi giorni diverse sono state le notizie che si rincorrevano sull’etere circa l’offensiva israeliana in Gaza. Si è sentito dire molto dal fosforo bianco ai razzi Kassam, da chi difende aprioristicamente una delle due parti a chi invece colto dall’atmosfera natalizia si è voluto portare avanti con la pasqua e si è lavato le mani.

Su Israele e la sua storia ho sempre cercato di farmi un’idea precisa e cercare di capire chi stia dalla parte del torto o della ragione ma naturalmente questa appare come un’inutile forzatura.  La storia di questo popolo così tormentato e così capace, non nascondo,  ha catturato da subito la mia simpatia. Ma in una situazione del genere non si può ragionare per simpatia e adottare l’una o l’altra causa per ragioni di sentimento.

Di sicuro ci sono i fatti recenti: si è stati ad un passo dalla soluzione definitiva,  ma quel “grande statista” di Arafat buttò all’aria le carte di un accordo già preso a Camp David e alzò la posta scatenando quella che poi fu chiamata “seconda intifada”. Dopo la morte di Arafat e con l’ingresso  di una linea più morbida di Al Fath, ha preso il largo l’organizzazione di Hamas che invece essendo costituita dalla linea più intransigente e islamista dei palestinesi continua sulla linea della negazione all’esistenza dello stato d’Israele e la sua distruzione.

Questi sono i fatti, come anche il ritiro unilaterale delle truppe dai territori occupati voluto da Sharon. Di certo ci sono anche svariate risoluzioni ONU contro Israele e le sue occupazioni.

Queste sono le argomentazioni prese da entrambi gli schieramenti i filoarabi o i filoisraeliani, basta omettere un fatto e dare maggiore risalto ad un altro che viene cambiata la “Verità”.

Ma mi chiedo ha senso parlare di verità? Ha senso chiedersi ancora chi dei due abbia ragione? O ha molto più senso adoperarsi attivamente (e non in maniera ridicola come si muove sempre l’ONU, ricordando, se ce ne fosse stao bisogno, la propria inutilità) per la solzione del conflitto definitivamente?

Chi dà ragione ad uno o all’altra fazione in questa battaglia non dimentichi che questa è solo uno dei tanti capitoli di un conflitto che nasce con la fondazione dello stato d’Israele, e che il disinteresse della comunità internazionale dal principio e il “senso di colpa” generale per quello che era successo durante la seconda guerra mondiale ha partorito questa situazione.

Ci ha più torto tra palestinesi e israeliani? L’ONU!

 

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IN ITALIA SI RISCHIA UNA DERIVA ANTISEMITA

Posted by vitaliano82 su venerdì, 8 febbraio 08

Solo pochi giorni fa segnalavo su questo stesso blog come il comportamento dei così detti intellettualoidi italiani nel boicottaggio  alla fiera del libro di torino dessero un segnale d’allarme verso la tolleranza nel nostro paese.

Ma leggendo oggi una notizia apparsa su corriere.it mi sono reso conto dell’enormità del pericolo antisemita che ancora è presente (evidentemente le giornate della memoria servono solo a dare nuova linfa a questi dementi) nel nostro paese.

Cito:

Una denuncia formale alla polizia postale e un appello alle istituzioni, al ministro dell’Università e della ricerca, ai rettori, agli atenei a costituirsi parte civile «per bloccare un cancro che può espandersi e colpire chiunque». Sono le misure che la comunità ebraica romana intende mettere in campo contro gli estensori del blog, che ha inserito una «black list» di 162 professori ebrei, accusati di «fare lobby» che insegnano a La Sapienza e in altre università italiane.

«LE ISTITUZIONI RISPONDANO» - «La reazione non può rimanere limitata ai diretti interessati come singoli e come comunità- ha detto stamani Riccardo Pacifici, portavoce della comunità- ma deve riguardare tutta la società. Una volta che si saprà chi sono gli estensori del blog, ci deve essere una risposta generale delle istituzioni, va messo un punto fermo».Pacifici ha espresso la riprovazione della comunità perchè la «black list»è espressione di «un meccanismo reiterato» che si unisce a tentativi di boicottare la collaborazione tra università italiane ed israeliane, tutti aspetti che invitano «ad essere vigili e non abbassare mai la guardia».

 

 

08 febbraio 2008 (fonte corriere.it)

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IL PAESE DEI BOICOTTAGGI

Posted by vitaliano82 su martedì, 5 febbraio 08

Ma in che razza di paese viviamo?

Questo genere di domande disfattiste mi sono sempre piaciute poco. Ma la pazienza e la mia normale tolleranza hanno un limite.

E’ su tutti i giornali la nuova polemica (sicuramente montata ad arte ed ingigantita dai nostri giornalisti, ma questo è un altro discorso) circa la fiera del libro di Torino.

La fiera, che si svolge ogni anno, ha quest’anno come paese ospite Israele. Fin qui niente da dire verrebbe spontaneo pensare. Ma non abbiamo ancora fatto i conti con l’intellighenzia italiana di sinistra. Ebbene “autorevoli” pensatori tra i quali ricordiamo l’illustrissimo professore e filosofo (chi più ne ha più ne metta) Gianni Vattimo (il quale stamattina era ospite a Radio24), hanno pensato bene di organizzare il boicottaggio per la fiera per la presenza di Israele. Motivazione: la presenza degli scrittori israeliani e la politica del loro paese.

Ora penso che dissentire sulla politica di uno stato sia legittimo, ma la perniciosità di questo tipo di protesta è lampante. Se protesti contro uno stato non devi boicottare la sua cultura, non è giusto e neanche corretto.

Ma prendiamo anche per buono il concetto dell’intellettuale organico al sistema di potere, il miglior modo per dissentire è la dialettica, il dialogo, non girarsi di spalle, tapparsi le orecchie e gridare con tutto il fiato: “bla bla bla bla” come fanno i bambini dell’asilo.

Il nostro problema è proprio questo, i nostri intellettualoidi hanno perso la capacità dialettica e la pazienza di ascoltare. E come non collegare questo episodio con la mancata partecipazione del papa all’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza. Sicuramente la scelta del rettore non era stata delle più felici, ma una volta invitato il papa lo si doveva ascoltare, far parlare e dopo criticare (anche aspramente, ma tu guarda sono arrivati a farmi difendere il papa). No, i nostri geni invece ormai conoscono solo l’arte del boicottaggio, la sapienza dell’ascoltare solo quello di cui hanno voglia di sapere.

Colpa della debolezza del loro pensiero?

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