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Dylan Dog la mia recensione

Dylan Dog. Un nome una garanzia. Chi non conosce il celebre “indagatore dell’incubo”?
Ero un appassionato di Topolino e altre pubblicazioni di casa Disney, quando ormai 12-13enne mi imbattei nella lettura di questo fumetto che potrei definire geniale e da allora i fumetti per me non sono stati più la stessa cosa.
Ma cosa ha di particolare questo fumetto? A farne una lettura superficiale, non ci si scorgerebbero grosse particolarità. Abbiamo la storia di un indagatore privato (un detective, per dirla all’americana) che si trova alle prese con un manipolo di “mostri” quali fantasmi, licantropi, vampiri, ecc…
Ma se si esclude questa lettura superficiale vi si trovano diversi elementi interessanti. Innanzitutto il personaggio Dylan, l’Eroe. Appare subito chiaro che Dylan non è un eroe come tutti gli altri, ma verrebbe da dire è più che altro un antieroe. Questo perchè è molto lontano da essere senza macchia e senza paura (ex alcolizzato che quindi ha paura della bottiglia, soffre di vertigini, ha paura di volare, soffre il mal di mare e si muove su un maggiolino che è un catorcio).
Il Nostro è poi accompagnato da una serie di coprotagonisti alquanto “particolari”, manifestando da parte dell’autore anche una voglia di sdrammatizzare, inserendo momenti di un umorismo che non farà mai sganasciare dalle risate, ma che inserito in uno scenario “splatter” rende molto unica la striscia. Così ci ritroviamo a che fare con un “aiutante” che è la goccia d’acqua di Groucho Marx (ed infatti è il suo nome, o meglio viene chiamato così) e ha il suo stesso umorismo, l’ispettore Bloch mentore del giovane Dylan quando era a Scotland Yard e presenza simile ad un padre bonario che non sa mai dire di no, che non sopporta la vista del sangue e ha come collaboratore un certo Jenkis (che prende alla lettera tutto quello che gli si dice) la cui funzione nella storia è sempre di piccole comparsate, ma sempre efficaci.
Altre protagoniste sono le molteplici donne di cui Dylan ogni volta si innamora (e dalle quali ogni volta si allontanerà) o i “mostri” i quali non sono sempre gli antagonisti o i “cattivi”, ma i quali spesso sono vittime stesse della storia, proprio ad eliminare quel contrastro forte che ci dovrebbe essere (ma in fondo non esiste) tra bene e male.
In questo Dylan Dog appare un prodotto (quasi) mai banale, che ha saputo continuare ed evolversi pur avendo dei passaggi a vuoto. Infatti anche se attualmente gli standard qualitativi della serie sono molto alti, non bisogna tralasciare quelli che a mio modo di vedere sono stati dei problemi.
Se si leggono le prime storie si evince subito (se considerate le storie attuali) una certa immaturità dei personaggi, non dovuta solo alla difficoltà di conoscerli alle prime battute, ma da una loro superficiale elaborazione. Il prodotto però risulta di grande qualità ed ha il successo meritato. Ma ad un certo punto di vede nell’autore (finora non ho citato il suo nome, Tiziano Sclavi) la voglia di scartarsi dall’icona splatter, per far prendere alla propria creatura una strada diversa. Inoltre, l’autore cade nel suo maggior difetto che è l’edonismo, il piacersi troppo. Risultato sono storie vacue e senza molta personalità.
Questo però è anche servito a far compiere a Dylan, quello che è il suo attuale percorso, che lo ha liberato dal fardello dell’essere impegnato a tutti i costi, del fai-vedere-che-non-siamo-solo-autori-di-fumetti (come se questa possa essere considerata la colpa), facendogli perdere quella freschezza che adesso ha riottenuto.
Morale della favola: se non avete letto Dylan Dog, o lo avete letto e ora messo da parte o non lo avete troppo considerato, il mio consiglio è di prenderlo tra le mani e lasciarvi guidare nel suo fantastico mondo.
E non vergognatevi di leggere quello che è-solo-un-fumetto.

 

 

6 Risposte to “Dylan Dog la mia recensione”

  1. Cyrano said

    Non sono il solo al mondo che si affissa così tanto a spiegare che un fumetto nella maggior parte dei casi non è affatto “solo” un fumetto. Complimenti.

  2. vitaliano82 said

    grazie per i complimenti.
    solitamente rifuggo da giudizi a priori o pseudo-intellettualistici su tv, fumetti o qualsiasi altra cosa che riguardi gli interessi e passioni di persone.

  3. Eva said

    Dylan Dog è, proprio come dici tu, (quasi) mai banale e di grande qualità. Lo adoro!
    Ogni tanto, ne riprendo uno in mano ed è sempre un piacere leggerlo 🙂

  4. vitaliano82 said

    io lo compro regolarmente e devo dirmi molto soddisfatto. Un ottimo modo di passare il proprio tempo.
    per questo lo consiglio.

  5. ricachan90 said

    ed ora il film!!!

  6. caro Richard, il film è pessimo! Già aver stuprato Dylan portandolo fuori Londra è tanto, ma se si aggiungono assenza di Bloch, di Groucho (sostituito da un improbabile zombie Marcus), assenza di quell’ironia fondamentale in Dylan Dog, frasi del tipo “non serve un piano ma solo pistole più grandi”, beh mi sembra un pò troppo. Già il trailer mi è bastato, le recensioni parlano chiare e io mi defilo

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