Adesso parlo io!

Il mondo secondo gli occhi di un puffo!

Pentìti o Pèntiti

Posted by vitaliano82 su giovedì, 28 ottobre 10

Dopo aver sistemato generazioni a venire, fatto grana, trovato troppo scomoda la latitanza ci si fa acchiappare. Un pò di carcere duro (ma non troppo, si può sempre dirigire l’impero da lì Riina o Brusca docent) e la pensione del mafioso eccola qui.

Si diviene pentiti e si può dare sfogo a tutto quello che ti viene in mente, puoi anche dire la verità, ma non tutta o meglio la racconti in mezzo ad una ventina di diverse combinazioni. Sempre uomo d’onore rimani. Poi se fai felice il magistrato e gli racconti quello che lui ti sta chiedendo di dire, tanto meglio.

Intanto ti fai un pò di vacanza, pagato dallo stato. E che cavolo un pò di vacanza dopo una vita a lavorare non te la meriti?

 

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SANTORO E’ UN GIORNALISTA MEDIOCRE

Posted by vitaliano82 su venerdì, 15 ottobre 10

Diciamolo.

Con la scusa che fa molti ascolti viene celebrato dai più.

Ma anche la De Filippi fa ascolti, anche domenica in, anche quei serial ignobili italici.

Nel loro campo non sono certo prodotti di qualità.

Ma ancor più mediocri sono i metodi con il quale si cerca di fermarlo, ingrandendone il mito, quello che hanno fatto di una sorella imitatrice una testa pensante, di un comico alle pezze un guru, di un giornalista che avrebbe avuto difficoltà a trovare lavoro come bidello uno scrittore di best seller.

Il rimedio è unico PRIVATIZZARE LA RAI e smetterla di cercare un modo di non far parlare santoro e pensare piuttosto a far parlare i fatti. Visto che quelli mancano da molto, troppo, tempo

 

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NUOVE ELEZIONI?

Posted by vitaliano82 su martedì, 7 settembre 10

Ormai il dado è tratto e sembra che su questa legislatura possano già scorrere i titoli di coda. Fini è sfiduciato (pur rimanendo saldo sulla sua poltrona) e di fatto ha sfiduciato Berlusconi.

Il pensiero che questo governo possa cadere non dovrebbe rattristarci, ma se si pensa a quello che potrà venire dopo, beh c’è poco da star allegri. Guardando al futuro con gli occhi di oggi una nuova alleanza Berlusconi-Fini-Bossi è altamente improbabile, come è improbabile, ancorchè grottesca, un’alleanza Fini-Casini-casino a sinistra. Quindi anche in Italia dovrebbero esserci grossomodo tre poli: Pdl-Lega, Udc-Rutelli-Fini (già registrato da Casini da tempo il nome “Partito della Nazione”), Unione con Di Pietro-Pd-Vendola con quest’ultimo probabile candidato premier.

Detto che nessuno di questi è in grado di avere i numeri per vincere (non tanto alla camera dove basta la maggioranza relativa, ma al senato), ci troveremmo di fronte ad un parlamento appeso con forte puzza di grande coalizione.

Ma a chi converebbe? Di sicuro a giovarne sarebbero Di Pietro e Lega, che vedrebbero schizzare in alto i propri consensi o ai partiti rimasti fuori che potrebbero raccogliere a piene mani i frutti di un successo parlamentare, ma estromesso questi gruppi ben pochi potrebbero guadagnarci da queste nuove elezioni.

In primis i parlamentari neo-eletti che non hanno ancora maturato i giorni per il vitalizio, Berlusconi che è in pieno calo di consensi (anche se qualcosa potrebbe sempre inventarsi) e che verrebbe schiacciato ancor più dalla lega che potrebbe accampare nuovi diritti sulle amministrazioni locali (vero bacino economico leghista), al Pd che è in crisi cronica e a Vendola che potrebbe rischiare di bruciarsi come è successo a Veltroni (e addio al Berlusconi di sinistra), senza dimenticare Fini che non è riuscito a spiegare ai suoi elettori perchè sta facendo più danni di un Bertinotti di destra.

La battaglia si giocherà accanto al premier, se vinceranno i consigli di un Bossi o di un Letta. Tanto a pagare alla fine siamo sempre noi.

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POSSIAMO FIDARCI DI FINI?

Posted by vitaliano82 su venerdì, 30 aprile 10

E’ entrato nel mondo di monsieur de Lapalisse il fatto che, non dico noi libertarian, ma anche un piccolo e moderato liberale abbia una qualunque rappresentazione in un qualsiasi partito italico. Basiti, confusi e disorientati, ogni volta che c’è da mettere una x molti di noi si affannano alla ricerca del “male minore”. Ma diciamoci la verità bisogna avere molta fantasia. Per questo molti, da tempo preferiscono starsene a casa piuttosto che consumare un pò di matita indelebile.

In teoria un partito liberale di massa lo avremmo, solo che è lo stesso partito dove il più liberale in realtà è un ex socialista. Cosa spinga alcuni di noi a votare, anche turandosi il naso, il pdl è ancora un mistero. Io stesso alle scorse elezioni politiche, al senato ho votato pdl, forse perchè sulla scheda ho avuto le visioni di Visco e le liste di proscrizione o gli assegni da 101 euri. Insomma tra la peretta gigante e il panino alla merda ho scelto quest’ultimo.

Il governo poi si è dimostrato quello che è, ma questa è un’altra storia o meglio questo ce lo saremmo aspettato. Ad un certo punto è spuntato il presidente della camera Fini che ha fatto alcune dichiarazioni condivisibili (insieme ad altre assai meno), insomma cercando di creare un pò di movimento nel partito immobile. La speranza che in mezzo a tanto fumo potesse scapparci, chessò, un’abolizione delle provincie o una separazione delle carriere, fino a qualche taglietto alle tasse  è cresciuta. A molti osservatori è sembrato che questo nuovo Fini, più liberale, potesse dare un volto nuovo a questa politica, insomma un nuovo “meglio che niente”.

La mia domanda è una sola: possiamo fidarci? Fini può essere il traino di un qualcosa di diverso? O più semplicemente è solo una manovra per mirare al colle?

Di certo c’è solo una cosa, a Bocchino a fare il liberale ce lo vedo poco…

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STIAMO PARLANDO DI PEDOFILIA?

Posted by vitaliano82 su martedì, 13 aprile 10

Ultimamente si è alzata la voce ed il polverone sulla questione pedofilia nella chiesa. Che la pedofilia fosse un problema della chiesa, marginale o strutturale poco importa, è sempre stato chiaro. Non da ora. Tornando indietro con la mente sono tanti i fatti che si sono susseguiti su questo filone.

Solo quando il problema è scoppiato negli usa qualche anno fa, dirompente fu lo scandalo. Chi più, chi meno ha avuto più forza, soprattutto mediatica, di parlare di questi abusi. Aperto il vaso di pandora, è venuta fuori anche l’atteggiamento colpevole della chiesa che aveva sempre avuto nei confronti di queste nefandezze. Il prete o prelato, semplicemente veniva spostato o gli venivano assegnati nuovi compiti. L’importante è che la cosa rimanesse lì. Sepolta.

Questa per me è la vera colpa della chiesa. Il fatto è che loro, soprattutto ai vertici, si sono resi correi di questi abomini. Diamo per assunto che il fenomeno sia marginale (se vi fate un pò di calcoli sui rimborsi solo in california o le chiamate al numero verde istituito in germania, ci rendiamo conto di quanto poco sia marginale), ma il fatto che si abbia avuto questo modo di procedere rende tutti colpevoli, non tutti innocenti. Chi ha allungato le mani (voglio essere buono), chi li ha protetti e anche chi semplicemente non ha detto nulla su questo vergognoso scempio, sono tutti colpevoli.

Il papa è tra questi. Non ha fatto nulla, anzi. E’ stato uno di quelli che ha partecipato al trasloco dell’ignominia, lui il “filosofo” dell’assolutismo, il nemico del relativismo. L’ha fatto per molti anni, stando a sentire un documentario bbc:

Per piu’ di 20 anni,  Joseph Ratzinger ha applicato un documento segreto del 1962 che regolamentava il modo in cui i cardinali dovevano comportarsi di fronte a casi di abusi su minori in cui si dettava un codice di segretezza a cui attenersi pena la scomunica. Padre Tom Doyle, un consulente di diritto canonico che sostiene di esser stato licenziato dal Vaticano per le critiche alla gestione di quesi casi, ha interpretato il documento e ha affermato che vi era una esplicita linea di condotta che prevedeva la copertura dei casi di abusi su minori e assicurava il totale controllo del Vaticano. L’inchiesta di Panorama avrebbe anche appurato che sette preti sotto inchiesta per abusi su minori vivono in Vaticano o nei dintorni.

Naturalmente questa è solo una faccia, la chiesa smentì. Ma che i preti per punizione venissero spostati, è un fatto. Tutti gli alti prelati che vi hanno partecipato, con reticenza o meno, sono colpevoli.

Venendo ad oggi la cosa vergognosa è che la chiesa non parli della gravità della pedofilia, degli errori del passato, ma si è arrivati a parlare di complotti giudaico-massonici, di attacco al papa. Come se fossero stati i giudei (per utilizzare termini cari alla gioventù del pontefice) a scoprire i ragazzini nelle sacrestie. Forse sono stati i massoni, chessò la p2, a evitare la denuncia per questi maniaci pervertiti?

Si è arrivati a dire di come la pedofilia sia trasversale, che non si parli di altri casi, come se questo in qualche modo li giustificasse.

Insomma ci continuano a fare la morale. Anche quando ce lo mettono nel culo.

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SE NON LA PENSI COME ME SEI UN CRETINO

Posted by vitaliano82 su martedì, 9 marzo 10

Su quell’interessante mondo che è tumblr stamane ho trovato questo testo attribuito ad Elsa Morante e che molti Tumblogger sinistri hanno riportato. Il testo non contiene niente di nuovo o straordinario, ma il colpo è stato volerlo definire sempre attuale e riconducile al mai troppo odiato-amato berlusconi (come riempirebbero le giornate senza mister b non è dato sapere).

Cito:

Il Capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.

Elsa Morante (Il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini)

anche se è uno scritto di elsa morante, questa rappresentazione di mussolini, che i simpatici tumblogger vorrebbero riferire a mister b fa acqua da tutte le parti.

punto 1: testo del 1945, scritto a caldo, senza nessuna indagine storiografica.

punto 2: mussolini non fu mai votato dalla maggioranza degli elettori, solo dopo la presa del potere ebbe un aumento esponenziale del suo seguito. svilire la figura di mussolini, come l’assurda semplificazione hitler=pazzo, rende la maggioranza delle persone dell’epoca teste bacate.

mussolini incarnava molti dei sentimenti di quel tempo, in tutta europa dopo lui ci furono ammiratori e molti paesi seguirono l’esempio italico. la deriva verso dittature fu un inevitabile seguito a politiche molto deboli dalla fine delle grande guerra (fateci caso, ma quasi tutti i paesi ebbero il suo mussolini).

senza dimenticare che in molti furono fascisti, per poi dimenticarsene per opportunità e diventare tra gli antifascisti più radicali.

mussolini=macchietta è una esemplificazione pericolosa, poichè porta a sottostimare i movimenti che lo hanno portato al vertice.

berlusconi=macchietta o peggio berlusconi=mussolini è una litania che sento ripetere dal ‘94.

è facile e senza sforzo definire imbecilli o arrivisti coloro che votano, hanno votato, voteranno mister b., più complicato è ammettere che chi dovrebbe essere l’alternativa abbia una credibilità o abbia fatto, se possibile, danni maggiori.

poi se finalmente si facesse uno sforzo e pensare che la gente che la pensi in maniera differente non sia per forza volgare o inetta o che votare per qualcuno non significhi raffigurarsi nella persona che si vota, forse faremmo un passettino in avanti

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SAN REMO IN FUMO

Posted by vitaliano82 su mercoledì, 3 febbraio 10

Diciamolo: Morgan poteva anche avere talento, i Bluvertigo potevano aver proposto qualcosina di interessante, ma la sua carriera ha fatto cacare. Finire in un reality è la cartina di tornasole di quanto in basso si possa cadere, condurlo significa essere il trash.

Non voglio apparire snob, ognuno fa quello che vuole, libero sono io però dal dissentire.

Detto ciò voglio difendere Morgan. Bisogna scindere quello che produci da come lo produci. Se era stato valutato un artista da San remo, non lo si può cancellare solo perchè ha ammesso, di farsi.

Oltretutto quando è chiaro che la maggior parte di chi fa parte di quel mondo, di chi lo produce, di chi lo guarda, fa la stessa cosa.

Io non mi sono mai drogato, ma non mi sento affatto superiore a chi lo fa, lo ha fatto, lo voglia fare. Cazzi loro, cazzi miei.

Non accetto questo puritanesimo da due soldi. Se dobbiamo vedere ed analizzare ogni artista allora dovremmo buttare al macero tutta la produzione da pasolini (pedofilo) a dante (fedifrago), tutto il dolce stil novo che si basa sull’amore cortigiano (leggasi corna) nel cesso, baudelaire al rogo, salinger sociopatico, che dire poi di van gogh?

Io me ne fotto, me ne strafotto di cosa fanno queste persone nel loro intimo, io di un artista valuto le opere, non il modus operandi

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MONETINE

Posted by vitaliano82 su martedì, 19 gennaio 10

Quando Craxi era sulla via del declino, io di politica capivo poco, visto che giocavo ancora con il lego.

A casa mia nessuno amava il garofano rosso con un padre democristiano e una madre ancora comunista.

Ma quella scena la ricordo, e pure bene! Mi ricordo le grida “le vuoi pure queste?!” con lo sventolio di banconote, il lancio di monetine, l’odio feroce i tiggì che incessantemente mandavano in onda quelle immagini. Ad un bambino che credeva ancora, che aveva fatto da poco la comunione e faceva il chirichetto, al quale insegnavano parole come pace e amore fraterno, quella scena non è riuscito a capirla.

Qualche anno quella scena mi è tornata leggendo dei tre minuti d’odio in 1984.

Nel frattempo lui è diventato il simbolo del malaffare politico, ma almeno ebbe il coraggio di dirlo a tutto il parlamento e nessuno, che del malaffare campava da anni, si alzò e ammise che sì il finanziamento illecito era la regola. Ebbe anche il coraggio di mettersi di traverso alla deficiente idea della scala mobile (e solo per questo meriterebbe una statua), ma troppi sono i suoi errori dalla politica estera, all’aumento del debito pubblico, alla resistenza alle liberalizzazioni. a me che non sono un suo estimatore piace ricordarlo (o meglio scoprirlo) per questo.

In questi giorni c’è chi lo celebra, ma ci sono anche soloni rossi della politica che ne delineano la figura di “ladro”. Cancellando o smacchiando i loro soldi sporchi provenienti dall’urss.

Anche questo mi ricorda un passo del magnifico libro di Orwell: il lavoro di Winston al ministero della Verità.

Molti Winston in giro sui giornali “giusti” stanno lavorando oggi.

Buon lavoro amici!

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CHE PAESE E’?

Posted by vitaliano82 su venerdì, 8 gennaio 10

quello dove un finto liberale dice di diminuire le tasse e poi le aumenta,

il suo maggiore antagonista è un buffone dal passato tutt’altro che limpido che è diventato paladino dei giustizialisti,

i giornalisti più considerati sono persone che non fanno inchieste ma mettono insieme pezzi di sentenze facendoli dire tutto quello che vogliono loro,

ci si indigna per via craxi (che può essere pure giusto) ma si può passeggiare tranquillamente in via stalin o stalingrado (immagino corso pol pot),

si fa della pubblicità sulla tv pubblica dove si dice che si paga il canone per essere liberi,

i socialisti stanno più a destra dei democristiani,

dove le persone con più di 60 anni dicono largo ai giovani mentre sono inchiodati alla poltrona,

che paese è?

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DON’T PANIC!

Posted by vitaliano82 su lunedì, 4 gennaio 10

Dal libro di Facco elaborate dal pool della life e via rantaspi e pir

Le 20 regole auree quando si ha a che fare con le Fiamme Gialle

1. Richiedere il tesserino. Loro lo esibiscono e se lo tengono in mano. Voi ricopiate i dati su un foglio.

2. Nel caso si rifiutino, chiamate subito, sempre senza aprire, il 112, denunciando che ci sono delle persone che vogliono entrare e, poiché rifiutano di identificarsi, voi pensate che siano dei truffatori.

3. Richiedere carta o foglio di servizio. Fotocopiatelo. È questo il documento basilare di tutte le ispezioni. Essi devono attenersi esclusivamente a quanto indicato sul foglio.

4. Spulciare la lista dei nomi scritta sul foglio di servizio.

5. Col foglio di servizio in mano, telefonate all’Ente che li ha inviati e chiedete che i nomi vengano confermati uno per uno.

6. Chiamare subito almeno due testimoni. I testimoni non devono mai parlare. Muti come pesci seguono da vicino i controllori.

7. Avere sempre una macchina fotografica o una telecamera. Non possono toccarvela: lo strumento di prova non può essere pignorato.

8. Se avete da fare, sia voi che i vostri dipendenti continuate a fare. Se ve lo impediscono potete sempre denunciarli per “turbativa di lavoro”.

9. Non mettete a loro disposizione scrivanie o sedie. Che se le portino o che stiano in piedi: li aiuta a crescere.

10. Non permettete loro di usare il vostro telefono o fax.

11. Non siate gentili: non serve a niente!

12. Devono attenersi esclusivamente a quanto scritto sul loro foglio di servizio.

13. Non possono rovistare fra la vostra biancheria o altri effetti personali e neppure fra quei documenti che non sono attinenti al controllo. Le vostre agende private non dategliele. A meno che ciò non sia espressamente previsto nel loro foglio di servizio.

14. Non firmate mai alcun verbale.

15. Possono ispezionarvi soltanto durante l’orario di lavoro.

16. Non possono stare tra i piedi per più di trenta giorni lavorativi.

17. Il magazzino se lo spostino loro. Non prestategli operai o muletti. Se ci sono ragnatele o topi, che si arrangino.

18. Mentre loro fanno, scrivete un vostro verbale con l’indicazione esatta dell’ora e del minuto di ogni operazione.

19. Non prendete paura perché sono solo uomini.

20. State rilassati, non succede niente: adesso cominciate a divertirvi.

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