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Il mondo secondo gli occhi di un puffo!

Archive for the ‘opinioni’ Category

NUCLEARE? SI’, NO, BOH. PARLIAMONE SERIAMENTE

Posted by vitaliano82 su venerdì, 18 marzo 11

Premessa: non sono un esperto in materia, come il 99% di quelli che se ne sono occupati in questi giorni.

Si può essere a favore, contro, ma mi è sembrato in questi giorni che più un discorso su vantaggi e svantaggi ci siano state contrapposizioni pregiudiziali che non è possibile tollerare, soprattutto dai media e al traino dai nuovi “esperti” che probabilmente ignorano che il fumo (preso sovente a simbolo del terrore) proveniente dalle torri di raffreddamento dalle centrali sia solo vapore acqueo.

Ma andiamo per gradi. In Giappone c’è stata una disgrazia immane, con un paese messo in ginocchio da un sisma di proporzioni immani e dal conseguente maremoto che ha spazzato via intere città. I morti ufficiali sono a migliaia, ma non si contano ancora i dispersi. Naturalmente tutto il sistema produttivo è stato messo in ginocchio. Raffinerie, centrali elettriche, impianti chimici hanno riversato nell’atmosfera tonnellate di materiale tossico, ma nessuno ne ha parlato, nessuno ha proposto di abolire il petrolio o la produzione di materiali chimici. Anche le centrali nucleari sono rimaste colpite, come tutto il resto. Da più di una settimana il mondo è convinto che sia in corso una catastrofe tipo Chernobyl, senza che questa sia ancora avvenuta. Certo la situazione è grave, non è mia intenzione negarlo, ma all’interno di una catastrofe di questo tipo purtroppo può capitare. Come può capitare che venga distrutto un impianto petrolchimico (ma a nessuno verrà in mente di rinunciarci) o come possa capitare che venga rasa al suolo una città di 10.000 abitanti (ma nessuno si sognerà mai di vietare la costruzioni di città vicino al mare).

Questo non significa sottostimare il pericolo, anzi. Ma purtroppo accettare che possa accadere sempre l’imponderabile, senza che questa nostra condizione effimera possa condizionarci al punto di non vivere.

Mi è sembrato giusto un cappello introduttivo per cercare di chiarire che non è guardando al disastro giapponese che si può parlare con cognizione di nucleare. Erroneamente sento parlare del nucleare come antitesi o addirittura nemesi delle forme di energia rinnovabile. Ma non è così. Il nucleare entra in un concetto di differenziazione energetica atta a sostituire le centrali a combustibile, che costituiscono la gran parte della produzione energetica.

Il nucleare, all’interno di questo gruppo, ha l’innegabile vantaggio di ridurre le emissioni di CO2, di avere un impatto inquinante minore dei combustibili fossili, la possibilità di differenziare la produzione non essendo schiavi dei paesi produttori di petrolio e gas, diversificando le fonti. Questo non esclude in nessun modo lo sfruttamento dell’eolico e del solare, che anzi entrebbero nell’ulteriore diversificazione.

Gli svantaggi ci sono, eccome. Come per tutto. Il nucleare non riversa nell’atmosfera prodotti tossici (come le socie a gas, petrolio e carbone) ma produce scorie radioattive (che emettono radiazioni ionizzanti, sulle quali bisognerebbe discutere) il cui smaltimento è laborioso e secondo alcuni mai ben risolto, secondo alcuni esperti le centrali non sarebbero redditizie in termini economici (costano più di quanto ti facciano guadagnare), la gestione della sicurezza è elaborata e molto costosa.

Questi sono solo alcuni spunti e seppur superficiali mi sembrano siano auspicabili piuttosto che la presentazione di fantomatici pesci a tre occhi o con una mitologia tutta anni ’80 a screditare e svilire un argomento che andrebbe affrontato seriamente.

A chiosa del mio discorso ricordo che anche le energia rinnovabili e il loro incentivo statale hanno causato storture assurde. Per un contadino non conviene più lavorare il proprio campo ma metterci i pannelli solari, pale eoliche immobili sono apparse come funghi (con le eco-mafie che  hanno già subodorato la nuova bolla speculativa dopo la new economy). Io non so se la scelta nucleare per l’Italia sia una scelta vincente, ma un discorso aprioristico di negazione di una tecnologia non può essere tollerato in paese dove su ricerca e sviluppo si investe pochissimo.

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IO NON DIMENTICO

Posted by vitaliano82 su giovedì, 27 gennaio 11

Avevo 14 anni quando varcai il cancello di Auschwitz, quello tristemente famoso con la diabolica iscrizione “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi).

Fino a quel momento la cosa che più mi aveva stupito è che non esistesse nessuna città di nome Auschwitz in Polonia, ma un più anonimo paese di nome Osweiecim che i tedeschi ribattezzarono durante l’occupazione.

Varcato il cancello è cambiato tutto. Per tutto il tempo della visita sulla famigliola allegra in vacanza è calato il silenzio. Nessuno di noi ha deciso di stare zitti, di non dire nulla, tutto è apparso logico, consequenziale.

Le reti di recinzione, le foto nelle quali venivano schedati i prigionieri, i blocchi, i “letti”, i bagni comuni, le celle di un metro quadrato, gli ammassi di capelli, di zyklon B, di protesi, di occhiali, le camere a gas, i forni crematori, le tristemente famose tute strisciate, le valigie, tutto ti colpiva lasciandoti a bocca chiusa.

Ma la cosa che ricordo con più sgomento era il fango. Era estate e stava piovigginando, dopo giornate di gran sole, ma era impossibile camminare nel campo senza essere coperti dal fango. Non so perchè ma la cosa che più mi colpì era il fango. Lo vidi come il simbolo di una quotidiana sofferenza di quella gente, dopo essere stata separata dai cari, spogliata, rasata, marchiata, umiliata dovevano ogni giorno trascinarsi nel fango. Niente poteva essere lieve, neanche la terra sotto i propri piedi.

Da quel giorno anch’io mi sento Ebreo

 

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DIMISSIONI?

Posted by vitaliano82 su mercoledì, 19 gennaio 11

Vogliamo dei motivi “seri” per le dimissioni del premier più calzanti e che lo metterebbero alle strette?

Eccone alcuni, i più banali:

1 tasse aumentate e non ridotte (come viene proclamato da più di 16 anni)

2 aumento della presenza statale nell’economia (caso alitalia su tutti)

3 nessuna liberalizzazione (enti comunali, rai, ecc…)

4 nessuna riforma della giustizia (separazione carriere, abolizione obbligo azione penale…)

5 provincie non solo mantenute ma aumentate

6 nessuna abolizione delle comunità montane

 

Berlusconi ha deluso molto più per queste sue mancanze piuttosto che per i suoi comportamenti disdicevoli che, non possiamo mettere la testa sotto la sabbia, accadono (in toni più o meno simili) nelle aziende, nelle università e in moltissimi altri luoghi.

Il nostro problema è proprio questo: si cerca di guardare al lato scabroso e meno serio piuttosto che alla questione centrale, di uno stato sempre più pervasivo e che lascia sempre minori libertà all’individuo

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11 SETTEMBRE DELLA DIPLOMAZIA

Posted by vitaliano82 su lunedì, 29 novembre 10

Non so se su queste anticipazioni ci sia tutto ma sto 11 settembre mi sembra un pò scarsino. Berlusconi organizza feste (o mio dio non posso crederci!) ed intrallazza con Putin (devono avere dei segugi…), il presidente nord coreano è un grassone (già sento puzza di radioattività sparsa per il globo), Sarkò è un despota (ma dai?), Gheddafi è quantomeno ridicolo (questo è troppo)…

L’unica notizia degna di nota è la voglia dei paesi confinanti l’Iran di vedere il paese in una situazione simile a quella irachena, giusto per vendere qualche barile in più.

Queste comunicazioni dalle ambasciate spacciate per confidential non sono altro che la riproposizione di quello che è sotto gli occhi di tutti in quel paese e spedito come dispaccio oltreoceano.

Danno un senso del grottesco di questa sottospecie di sistema di intelligence, sembra quasi di guardare il dottor stranamore.

Kubrick non era andato troppo lontano

 

 

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ITALIA A PEZZI

Posted by vitaliano82 su giovedì, 11 novembre 10

Alzi la mano chi di voi conosce Alba Fucens.

Colonia romana è rinvenuta alla luce nel 1949 con una serie di scavi, conservati magnificamente l’anfiteatro e la struttura stradale, oltre all’impianto cittadino è una delle meraviglie dell’Italia è in Abruzzo a circa 100 km da Roma, facile da raggiungere in autostrada. Dovrebbe esserci una coda interminabile all’accesso, ma non la visita quasi nessuno, se non qualche scolaresca rumorosa ogni tanto. A fare in modo che non si depauperi questa meraviglia (dove gli scavi non sono stati mai sistematici) c’è un custode assonnato. Dirvi che l’erba e le piante cercano di riprendersi lo spazio tolto dall’uomo con la rimozione della terra è superfluo.

 

Il museo etrusco romano in villa borghese è più famoso, anche perchè è il museo etrusco più completo che esista. Qui gli addetti sono molto di più, ma fanno in modo che tra una sigaretta e l’altra, una telefonata e una conversazione con gli altri colleghi la loro sedia non perda la temperatura prossima alla loro temperatura corporea. L’altro loro impegno è permetterti di capire il meno possibile non fornendoti spiegazioni sulla mostra (con le indicazioni che se vanno bene risalgono agli anni ’60) e di depistarti per non farti accedere alle aree della mostra più remote (alcune sale le chiudono a chiave).

 

Gli scavi di Ostia Antica non hanno problema di fama, ma il problema dell’erba è molto sentito. Per evitare che si faccia male alle piante che crescono tra i ruderi si è deciso di regalare loro buona parte degli scavi. Così se siete temerari e volete vedere proprio tutto (che palle sti visitatori) dovrete passare in punti dove l’erba arriva al cinto e se siete fortunati come me potrete vedere un fagiano ai vostri piedi che spicca il volo.

 

Ho altri mille esempi che potrei fare sull’incuria alla quale viene sottoposta gran parte del patrimonio artistico italiano. Come per Pompei il problema molto spesso non è quello dei fondi (a Pompei ce ne sono una parte non spesa, oltre che il resto speso male) o dello scarso numero di dipendenti, ma il problema sta nel loro stesso “padrone”, lo stato, con dipendenti spesso sistemati lì più per convenienze politiche che per competenze storico culturali, ben sapendo che il loro compito è stare lì il meno tempo possibile stancandosi il meno possibile. Il giusto tempo per una sedia ben calda

 

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Pentìti o Pèntiti

Posted by vitaliano82 su giovedì, 28 ottobre 10

Dopo aver sistemato generazioni a venire, fatto grana, trovato troppo scomoda la latitanza ci si fa acchiappare. Un pò di carcere duro (ma non troppo, si può sempre dirigire l’impero da lì Riina o Brusca docent) e la pensione del mafioso eccola qui.

Si diviene pentiti e si può dare sfogo a tutto quello che ti viene in mente, puoi anche dire la verità, ma non tutta o meglio la racconti in mezzo ad una ventina di diverse combinazioni. Sempre uomo d’onore rimani. Poi se fai felice il magistrato e gli racconti quello che lui ti sta chiedendo di dire, tanto meglio.

Intanto ti fai un pò di vacanza, pagato dallo stato. E che cavolo un pò di vacanza dopo una vita a lavorare non te la meriti?

 

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SANTORO E’ UN GIORNALISTA MEDIOCRE

Posted by vitaliano82 su venerdì, 15 ottobre 10

Diciamolo.

Con la scusa che fa molti ascolti viene celebrato dai più.

Ma anche la De Filippi fa ascolti, anche domenica in, anche quei serial ignobili italici.

Nel loro campo non sono certo prodotti di qualità.

Ma ancor più mediocri sono i metodi con il quale si cerca di fermarlo, ingrandendone il mito, quello che hanno fatto di una sorella imitatrice una testa pensante, di un comico alle pezze un guru, di un giornalista che avrebbe avuto difficoltà a trovare lavoro come bidello uno scrittore di best seller.

Il rimedio è unico PRIVATIZZARE LA RAI e smetterla di cercare un modo di non far parlare santoro e pensare piuttosto a far parlare i fatti. Visto che quelli mancano da molto, troppo, tempo

 

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NUOVE ELEZIONI?

Posted by vitaliano82 su martedì, 7 settembre 10

Ormai il dado è tratto e sembra che su questa legislatura possano già scorrere i titoli di coda. Fini è sfiduciato (pur rimanendo saldo sulla sua poltrona) e di fatto ha sfiduciato Berlusconi.

Il pensiero che questo governo possa cadere non dovrebbe rattristarci, ma se si pensa a quello che potrà venire dopo, beh c’è poco da star allegri. Guardando al futuro con gli occhi di oggi una nuova alleanza Berlusconi-Fini-Bossi è altamente improbabile, come è improbabile, ancorchè grottesca, un’alleanza Fini-Casini-casino a sinistra. Quindi anche in Italia dovrebbero esserci grossomodo tre poli: Pdl-Lega, Udc-Rutelli-Fini (già registrato da Casini da tempo il nome “Partito della Nazione”), Unione con Di Pietro-Pd-Vendola con quest’ultimo probabile candidato premier.

Detto che nessuno di questi è in grado di avere i numeri per vincere (non tanto alla camera dove basta la maggioranza relativa, ma al senato), ci troveremmo di fronte ad un parlamento appeso con forte puzza di grande coalizione.

Ma a chi converebbe? Di sicuro a giovarne sarebbero Di Pietro e Lega, che vedrebbero schizzare in alto i propri consensi o ai partiti rimasti fuori che potrebbero raccogliere a piene mani i frutti di un successo parlamentare, ma estromesso questi gruppi ben pochi potrebbero guadagnarci da queste nuove elezioni.

In primis i parlamentari neo-eletti che non hanno ancora maturato i giorni per il vitalizio, Berlusconi che è in pieno calo di consensi (anche se qualcosa potrebbe sempre inventarsi) e che verrebbe schiacciato ancor più dalla lega che potrebbe accampare nuovi diritti sulle amministrazioni locali (vero bacino economico leghista), al Pd che è in crisi cronica e a Vendola che potrebbe rischiare di bruciarsi come è successo a Veltroni (e addio al Berlusconi di sinistra), senza dimenticare Fini che non è riuscito a spiegare ai suoi elettori perchè sta facendo più danni di un Bertinotti di destra.

La battaglia si giocherà accanto al premier, se vinceranno i consigli di un Bossi o di un Letta. Tanto a pagare alla fine siamo sempre noi.

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POSSIAMO FIDARCI DI FINI?

Posted by vitaliano82 su venerdì, 30 aprile 10

E’ entrato nel mondo di monsieur de Lapalisse il fatto che, non dico noi libertarian, ma anche un piccolo e moderato liberale abbia una qualunque rappresentazione in un qualsiasi partito italico. Basiti, confusi e disorientati, ogni volta che c’è da mettere una x molti di noi si affannano alla ricerca del “male minore”. Ma diciamoci la verità bisogna avere molta fantasia. Per questo molti, da tempo preferiscono starsene a casa piuttosto che consumare un pò di matita indelebile.

In teoria un partito liberale di massa lo avremmo, solo che è lo stesso partito dove il più liberale in realtà è un ex socialista. Cosa spinga alcuni di noi a votare, anche turandosi il naso, il pdl è ancora un mistero. Io stesso alle scorse elezioni politiche, al senato ho votato pdl, forse perchè sulla scheda ho avuto le visioni di Visco e le liste di proscrizione o gli assegni da 101 euri. Insomma tra la peretta gigante e il panino alla merda ho scelto quest’ultimo.

Il governo poi si è dimostrato quello che è, ma questa è un’altra storia o meglio questo ce lo saremmo aspettato. Ad un certo punto è spuntato il presidente della camera Fini che ha fatto alcune dichiarazioni condivisibili (insieme ad altre assai meno), insomma cercando di creare un pò di movimento nel partito immobile. La speranza che in mezzo a tanto fumo potesse scapparci, chessò, un’abolizione delle provincie o una separazione delle carriere, fino a qualche taglietto alle tasse  è cresciuta. A molti osservatori è sembrato che questo nuovo Fini, più liberale, potesse dare un volto nuovo a questa politica, insomma un nuovo “meglio che niente”.

La mia domanda è una sola: possiamo fidarci? Fini può essere il traino di un qualcosa di diverso? O più semplicemente è solo una manovra per mirare al colle?

Di certo c’è solo una cosa, a Bocchino a fare il liberale ce lo vedo poco…

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SAN REMO IN FUMO

Posted by vitaliano82 su mercoledì, 3 febbraio 10

Diciamolo: Morgan poteva anche avere talento, i Bluvertigo potevano aver proposto qualcosina di interessante, ma la sua carriera ha fatto cacare. Finire in un reality è la cartina di tornasole di quanto in basso si possa cadere, condurlo significa essere il trash.

Non voglio apparire snob, ognuno fa quello che vuole, libero sono io però dal dissentire.

Detto ciò voglio difendere Morgan. Bisogna scindere quello che produci da come lo produci. Se era stato valutato un artista da San remo, non lo si può cancellare solo perchè ha ammesso, di farsi.

Oltretutto quando è chiaro che la maggior parte di chi fa parte di quel mondo, di chi lo produce, di chi lo guarda, fa la stessa cosa.

Io non mi sono mai drogato, ma non mi sento affatto superiore a chi lo fa, lo ha fatto, lo voglia fare. Cazzi loro, cazzi miei.

Non accetto questo puritanesimo da due soldi. Se dobbiamo vedere ed analizzare ogni artista allora dovremmo buttare al macero tutta la produzione da pasolini (pedofilo) a dante (fedifrago), tutto il dolce stil novo che si basa sull’amore cortigiano (leggasi corna) nel cesso, baudelaire al rogo, salinger sociopatico, che dire poi di van gogh?

Io me ne fotto, me ne strafotto di cosa fanno queste persone nel loro intimo, io di un artista valuto le opere, non il modus operandi

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