Adesso parlo io!

Il mondo secondo gli occhi di un puffo!

VIOLENZA E MENTALITA’. MA CHI SONO GLI ULTRAS?

Posted by vitaliano82 su martedì, 31 marzo 09

Ogni partita di calcio (anche se ormai stanno prendendo corpo anche in sport come basket e pallavolo) li si sente cantare, li si vede entusiasmarsi per la propria squadra. Sono la nota colorata delle manifestazioni sportive, con le loro coreografie e i loro cori.

Se ci fermassimo qui il problema ultras non esisterebbe, ma purtroppo c’è molto di più.

“Noi siamo ultrà. Non siamo gente come gli altri. Non amiamo mescolarci con le masse, non vogliamo uniformarci. Siamo pronti a subire torti, oppressioni e sguardi malevoli. Non tradiremo mai ciò in cui crediamo, e continueremo a seguire la nostra linea per sempre. Senza l’appoggio di nessuno, senza che nessuno ci dica bravi. Sempre così, con la sciarpa al collo, in giro per l’Italia, inseguendo un sogno. Non siamo eroi, ma amiamo quello che siamo e vogliamo difenderlo. E anche voi, anche se dell’essere ultrà non ve ne frega niente, dateci retta. Se vi mettono i piedi in testa, se vi sentite pronti a fare la vostra parte per rendere più puro questo mondo, allora venite con noi. Fate come facciamo noi, create un movimento, aggregatevi a qualcuno che la pensa come voi, poco importa se nero, rosso o fucsia, e andate alla conquista del mondo. Non possiamo garantirvi che la vostra vita sarà migliore, questo no. Ma vi assicuriamo che almeno sarà vera.”

Queste parole trovate in giro per la rete possono farci capire meglio dov’è il punto focale di questo problema.  Nell’associazione di persone non vedo mai un problema, ma quando si confondono come ideali, il darsene di santa (?) ragione fra persone che hanno la stessa “mentalità”, l’odio verso la polizia  (da combattere con tutti i mezzi), la violenza verso altri tifosi che non hanno  “mentalità” e che vanno allo stadio solo per seguire una partita…beh questo inizia ad essere un problema.

Già “mentalità”, parola usata e spesso abusata da questo gruppo di persone, ma cosa significa? Sempre girando per la rete possiamo trovare questa definizione:

C’è un codice etico non scritto all’interno del mondo ultras che porta ad esempio ad avere rispetto del “nemico” e a non attaccarlo in caso di “inferiorità numerica”, a lasciare stare chi del mondo ultras non fa parte, che spinge a non usare lame o altri oggetti che possono mettere a repentaglio la vita altrui. Questo per quanto riguarda gli “scontri”, ma si potrebbe parlare di tanto e tanto altro. Tante altre sfaccettature che purtroppo vengono sempre più di frequente messe da parte dalle curve, non prese in considerazione a favore dell’anarchia e dell’infamia.

Ma se per caso vi capita di googlare un pò noterete che alla voce mentalità ultras troverete una bella marca di sportswear.

Così forse riusciamo a centrare meglio la cosa. Ormai i gruppi ultras sono delle vere e proprie aziende a fini di lucro con la vendita di materiale, l’essere sulla busta paga di molte società, la prelazione sulla vendita dei biglietti (che spesso loro non pagano), senza contare che spesso questi gruppi fanno da serbatoio politico per le ali estreme della politica.

Molto spesso i capi ultras, facendo riferimento proprio a questo genere di attrattiva, del gruppo, di questi sedicenti ideali e valori (mi chiedo come si possa pensare di cambiare il mondo gridando forza milan), riescono a fare presa su gruppi di ragazzi pronti a tutto pur di fare parte del gruppo.

Molto spesso fra gli ultras c’è gente che in maniera benevola crede di poter cambiare veramente il mondo, che in buona fede crede di essere una persona “speciale” per questo lottando contro il calcio delle pay tv o del marketing, semmai vendendo spille o sciarpe con la scritta ultras o spaccando un seggiolino.




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29 Risposte to “VIOLENZA E MENTALITA’. MA CHI SONO GLI ULTRAS?”

  1. betclic said

    secondo me sono tutti conniventi, gli ultras generano soldi e per questo i partiti non fanno legislazioni serie per fermarli

  2. vitaliano82 said

    bah mi sembra una spiegazione troppo semplicistica.
    io più che ai soldi che fanno girare (che chiarisco mi possono anche far piacere) penso al bacino di voti che potrebbero perdere…

  3. francesco said

    MA COSA NE VUOLE CAPIRE LA GENTE COME VOI……..NOI ULTRAS ALMENO ABBIAMO DEGLI IDEALI, CREDIAMO IN QUALCOSA…
    LA VERA ROVINA è LA GENTE COME VOI, PRONTA A INGURGITARE TUTTO CIO’ CHE I MEDIA FANNO VEDERE CON LA LORO DISINFORMAZIONE.
    PRIMA DI GIUDICARE PROVATE AD ENTRARE IN UNA CURVA A COINOSCERE I “VERI” ULTRAS,QUELLI CHE FANNO I SACRIFICI UNA SETTIMANA PER PAGARSI IL BIGLIETTO, CHE A NOI NN CE LO REGALA NESSUNO(MICA SIAMO DEI POLITICI!!!!).SIETE TUTTI BRAVI A MORALIZZARE, MA VOI DI CONCRETO PER I VOSTRI IDEALI CHE FATE? VE LO SIETE MAI CHIESTO? RINGRAZIO DIO DI AVERMI CONCESSO IL DONO DEL CERVELLO,CHE MI PERMETTE DI PENSARLA A MODO MIO…..
    ONORE AGLI ULTRAS,UNICA PARTE SANA DI QUESTO SISTEMA MARCIO.

  4. mi piace il fatto che se si pensa alla maniera degli ultrà si pensa con la propria testa, altrimenti si “ingurgita tutto ciò che i media fanno vedere”.

    caro francesco, non voglio rispondere ai tuoi insulti, figli di chi sa pensare con la propria testa, ma ho visto che mi hai risposto genericamente a quello che ho scritto nell’articolo.
    andiamo per punti:
    1 in cosa credete voi ultrà? quali sono i vostri valori?
    2 come si può pensare di cambiare il mondo gridando “non ne possiamo più delle divise blu” o “in questa città c’è una malattia che non va più via è la polizia” o i demenziali “facci un gol”, “vinci per noi” “lotta con il cuore” che vanno benissimo per incitare una squadra di calcio ma non per fare la rivoluzione
    3 perchè nella mentalità si deve picchiare il nemico (ma non se in inferiorità numerica)?
    4 cosa pensi del fatto che mentalità ultras sia una marca di abbigliamento? non ti senti preso per il culo? non capisce che i direttivi ultrà non sono altro che delle spa?

    onore alle persone che la pensano con la propria testa, proprio come te…vero?

  5. ilaria said

    MA QUALI ULTRS E QUALE MENTALITA’ SIETE IN MASSA E QUESTO VI RENDE FORTI MA SIETE E RESTERETE UNA MASSA DI IMBECILLI. TIFO NON TIFOSERIA! IDEALI??? MA ANDATE A RUBARE!!!!

  6. spero tu non ti riferisca a me!

  7. marco said

    provo a rispondere io

    1 in cosa credete voi ultrà? quali sono i vostri valori?

    su tutti l’Amicizia e l’Onore, il poter camminare a testa alta sempre, sapere che se anche siamo sconfitti (parlo della vita non di una partita) ci abbiamo provato fino alla fine, l’amore per ciò che i NOSTRI COLORI significano, e per questi siamo disposti a difendere la nostra città, i nostri stiscioni, il nostro gruppo, a qualsiasi costo. avrei molte storie da raccontare a riguardo, storie di Amici, raccolte fondi per associazioni benefiche della città e non. ho visto e partecipato a collette per pagare la trasferta a un amico in difficoltà, per pagare un avvocato a un fratello diffidato, raccolte fondi per canili, associazioni di violontariato…

    2 come si può pensare di cambiare il mondo gridando “non ne possiamo più delle divise blu” o “in questa città c’è una malattia che non va più via è la polizia” o i demenziali “facci un gol”, “vinci per noi” “lotta con il cuore” che vanno benissimo per incitare una squadra di calcio ma non per fare la rivoluzione

    bastasse questo per cambiare il mondo… oviamente i cori non servono a nient’altro che a farci sentire dai nostri “nemici”(polizia, avversari) è una forma non violenta per dire che siamo tanti, forti, incazzati, e non sarà facile toglierci di mezzo… e dai nostri beniamini in campo che DOVREBBERO difendere i nostri colori come noi li difendiamo sugli spalti e per le strade.
    nessuno spera di poter cambiare il mondo grazie ad uno slogan, ma sono scanditi da tutte le forme di aggregazione: studenti, estremisti politici di qualsiasi schieramento, estremisti religiosi, sindacati…

    3 perchè nella mentalità si deve picchiare il nemico (ma non se in inferiorità numerica)?

    non bisogna ‘picchiare il nemico’, basta ‘metterlo in fuga’, prendergli uno striscione, insomma fagli capire che in casa nostra comandiamo noi… o che noi comandiamo anche in casa sua; imporsi sul territorio se il nemico viene in casa nostra a cercarci, non ci tiriamo indietro e viceversa, allora si arriva al contatto, ma non sempre. il numero non è un problema… non ci si è mai contati, certo non si fa bella figura 50 contro 10 ma questo dipende dai gruppi, dalle rivalità ecc… sicuramente non si va contro i tifosi “normali”
    e non si va armati!!!

    4 cosa pensi del fatto che mentalità ultras sia una marca di abbigliamento? non ti senti preso per il culo? non capisce che i direttivi ultrà non sono altro che delle spa?

    il marchio mentalità ultras è una presa per il culo. ma quanti Ultras hai visto con quell’abbigliamento? e quando dico Ultras non intendo ragazini che si gonfiano il petto davanti alle tipe e giocano a fare gli intoccabili e magari allo stadio ci vanno 2 volte l’anno. in molti gruppi si rifiuta anche il marchio ufficiale della squadra perchè ritenuto un brand offensivo all’onore della maglia nata 100anni prima. la vendita del materiale da parte dei gruppi serve per auto finanziarsi trasferte in pullman, striscioni, coreografie… le socetià non tirano fuori più niente, se non qualche abbonamento in omaggio, e comunque preferiscono darli agli sponsor, e ai club ufficiali

    ovviamente il marcio c’è ovunque, anche in curva, non lo nego, ma lo usano per cercare di eliminare questa forma di aggregazione, l’unica ormai che non accetta compromessi… vedete come muovono l’opinione pubblica contro di noi?
    ma per l’amor di Dio aprite gli occhi: guardate le leggi che stanno emanando contro di noi, sono la cosa più anticostituzionale che sia mai stata fatta in 65anni di democrazia. e una volta che le avrete accettate per gli ultrà le acceterete inconsciamente anche contro voi stessi! e ci metteranno poco a piazzarvi una telecamera difronte casa, a impedirvi di andare in questa o quella città senza giustificato motivo, a chiedervi un documento per entrare ovunque!

    ci sarebbero veramente mille cose da dire, ma vi ho annoiato abbastanza

    io ogni tanto ci provo a spiegare, ma non pretendo di riuscire a far capire… eppure basterebbe frequentare per un po’…
    non è una frase fatta:
    CHI NON LO è MAI STATO PROPRIO NON LO PUò CAPIRE,
    ULTRAS è UNA FEDE NON UNA MODA DA SEGUIRE

  8. finalmente dopo tanto qualcuno che non insulta ma cerca di dialogare. grazie marco.
    l’amicizia è un valore trasversale, per onore bisogna capire cosa s’intende, può essere un “valore” molto discutibile.
    io mi chiedo del perchè vadano difesi i propri colori, perchè non si possa tifare pro e mai contro. capisco lo sfottò, non capisco perchè ad uno sfottò si debba passare ad uno stupido furto di “materiale” avversario o peggio alle mani.
    perchè far capire che in “casa comandiamo noi” si deve mettere in fuga l’avversario e non caso mai salutarlo a fine partita che si sia perso o che si sia vinto.
    io capisco che gente come te diffidi dalla mercificazione, ma non si può negare che per qualcuno quello di ultrà sia un lavoro.

    qui non annoi nessuno e torno quando vuoi. sentire una voce diversa che abbia voglia di parlare in questi toni qui è aperta a braccia aperte

  9. Marco said

    grazie di cosa? io adoro i confronti… anche quelli verbali 😉
    e comunque noi l’avversario lo salutiamo! a modo nostro, ma lo salutiamo!

    tornando serio…
    gli episodi di violenza nel calcio, ma nello sport in generale (ricordo che nel basket e nell’hockey sono molto più caldi di noi!!!) ci sono. sono il primo a dirlo. con la stessa correttezza però dico anche che non sono dovuti al calcio o alle tifoserie organizzate: le rivalità campanilistiche fanno parte della storia dell’Italia, bresciani e bergamaschi si odiano a prescindere da tutto il resto, messinesi, catanesi o palermitani idem, lo stesso si può dire per milanesi-romani-napoletani (per citare le divergenze più famose),ci sono rivalità di quartiere nella stessa città… è sempre stato così e lo sarà sempre. e non solo in Italia.
    di risse ce ne sono in abbondanza nelle discoteche, o per un parcheggio, o per una precedenza non rispettata. ma questi sono solo episodi sporadici, vero? mentre gli ultras sono violenti di natura e vanno abbattuti con la repressione! a mio avviso eliminare il “fenomeno” ultras serve solo a togliere dagli stadi la parte più pulita di un sistema calcio che sta marcendo, a favore di pay tv, società finanziarie che oggi controllano le più importanti squadre di club, aziende tipo nike, adidas, che sulla speculazione dello sport ci campano.
    ma se io sono violento allo stadio, non pensate che lo sarò anche in strada, o in un locale??? mi diffideranno anche dai pub???
    e poi ribadisco che la violenza è un piccolissima parte di quello che succede durante la settimana nel fantomatico mondo ultras… quando condividi la tua Passione con un’altra persona diventa un tuo fratello. 12 ore di treno, o 150 euro di aereo, per tornare da una trasferta in cui la tua squadra è stata umiliata… mangiando panini, senza potersi lavare per 2 giorni, subire gli sfottò del giorno dopo dai colleghi… riesci a farlo solo se sai che chi è con te ha dovuto fare gli stessi tuoi sacrifici, spendere soldi, trascurare la famiglia, permessi dal lavoro, etc… e sapere che nonostante tutto alla prossima trasferta ci sarai ancora, e che ci sarà anche quel ragazzo che ha diviso con te quel panino e quella sigaretta, quelle notti sui seggiolini di un aeroporto o in vagone di un treno, quella scarica di gioia nel vedere la squadra scendere in campo, e quella rabbia nel vederla uscire sconfitta, cantare insieme fino al 90°. condividere le stesse EMOZIONI. questo vuol dire essere ultras. ma vuol dire anche che se qualcuno tocca quel ragazzo se la deve vedere anche con me, e con tutto il gruppo. se qualcuno ci sfotte all’uscita dello stadio, ne paga le conseguenze…
    un ultrà non ha paura di prendere un po’ di botte, piuttosto ha paura di non riuscire a impedire che sia un fratello a prenderle, non si preoccupa dei segni sul suo corpo, piuttosto si preoccupa di difendere lo striscione che rappresenta il suo gruppo, se ne frega di quello che pensa la gente di lui, piuttosto pensa a ciò che fa
    potete non capire gli ideali, o addirittura non riconoscerli come tali, o potete capirli ma non condividerli, ma se cercate qualcuno che per i suoi ideali è pronto a tutto lo troverete in curva, vestito coi colori della sua squadra, oppure coi segni del suo gruppo, o anche senza nessun segno di riconoscimento… forse con un po’ di esperienza lo riconoscerete dallo sguardo
    AVANTI ULTRAS

  10. guarda io sono un libertario e quindi qualsiasi forma di limitazione della libertà mi innervosisce.
    mi piace il fatto che la fratellanza sia importante (infatti i gemellaggi fra tifoserie sono sempre emozionanti), non capisco solo perchè questo modello non possa essere valido ogni domenica, per ogni tuo avversario che poi è un tuo fratello, in base proprio ai sacrifici di cui tu parli.
    che poi la violenza sia ubiquitaria hai ragione pienamente, ma negli stadi bisogna ammettere che il gruppone ( lo stesso accade con in ogni manifestazione) facilita l’uscita aggressiva di molti pavidi.

  11. dario said

    giravo il web e ho letto la vostra discussione molto interessante,appoggio pienamente le cose dette da marco sono sacrosante ma volevo spezzare una lancia a favore dei cani sciolti delle curve d’italia……i cani sciolti sono ragazzi e adulti ke frequentano le curve d’italia ma nn appartengono a nex gruppo organizzato,fanno trasferte kn qlsiasi mezzo spesso in pokissimi e senza appoggio d nessuno ne economico ne qlsiasi……..pieni d ideali e passione ma stiam sul kazzo agli stessi direttivi s.p.a delle nostre curve…………noi paghiamo il bigletto………..noi cantiamo,c siamo ovunque e kmq….oltre il risultato……..facciamo sacrifici enormi x esserci………………..molti vanno in curva solo x ubriacarsi pippare ammazzarsi d canne…….lasciam stare poi la vendita del materiale un business totale….questo nn e’ essere ultras…………..dove sono gli ideali………..via gli affaristi e i malavitosi dalle curve…………..contro il tifoso okkasionale……..x veder ankora il vero ideale bisogna seguire gli ultras delle serie minori ke han passione e mentalita’…………………….era solo uno sfogo personale…………..AVANTI VERI ULTRAS

  12. angelo88 said

    Salve,anch’io come Marco mi ritengo un ultras..Questo è un mondo
    complesso e contorto,il quale credo non possa essere cmprensibile
    da chi non lo vive intensamente o non respira “aria di curva” da parecchio come noi.

    1.Ideali
    Ma gli ideali di libertà,per i quali ci battiamo,non riguardano gli ultras,ma ogni cittadino.Il calcio
    è divenuto un grande serbatoio per i potenti elle pa-tv che non vogliono avere problemi.Le curve (nelle quali mi associo a dire che c’è del marcio) hanno sostituito le piazze,laboratori di idee degli anni 70′-80′.Nelle quali un gruppo di persone unite
    da ideali e disposte a portarli avanti ad oltranza mette paura
    a chi orchestra dall’alto.E coerentemente con ciò che è sempre avvenuto nella,applicano il “dividi et impera”.
    2.Violenza.
    Come detto da Marco,la violeza fa parte della società.La si trova in ogni ambito
    sociale,compreso la camera dei “lord”(deputai) in mondovisione.
    E allora?Il Ministro d.l.i. è stato arrestato per ol.tr.gio a p.u. in una manifestazione quindi?
    io non dico di schieravi accanto a noi (in senso buono),ma se non si vive la strada da ultras,non avete idea del trattamento ricevuto dalle forze dell’ordine se si viene considerati potenzialmete tali.
    E’ inutile citare gli episodi più famosi,ma ne sono successi molti altri che non hanno avuto risonanza mediatica,dai quali
    ciascuna vittima si è trovata vittima di soprusi e infamie.Tutto ciò mentre in tv il 90% degli italiani era impegnata a controllare i nominati del Grande Fratello.
    Se volessero realmente combattere la violenza,e/o il degeneramento morale degli italiani,rimetterebbero cartoni come tom e gerry,non manga giapponesi dove nella stupidità si intravedono e si ascoltano battute e/o frasi non adattae ai rgazzini o il GF H24 dove sappiamo quanto sono serie le ragazze che aspirano ad entrarvi e come si comportano all’interno.
    Io mi figlio in n GF mondiale non ce lo voglio far nascere,quindi
    finche mi sarà possibile combatterò per la libertà a modo mio:striscioni e slogan.

    Grazie

  13. bah tom e jerry come panacea di tutti i mali…
    il problema è che la televisione è uno strumento, semplicemente produce ciò che la gente vuole vedere

  14. Marco said

    In ogni caso la violenza fa parte dell’uomo, è la sua valvola di sfogo naturale, è stupido cercare di rinnegarla e chi lo vuole fare non posso che giudicarlo come il solito moralista/perbenista ipocrita.
    A tal proposito vi incollo un articolo di Massimo Fini.(non riesco a lincarlo, ma se qualcuno volesse rispodergli lo può fare dal suo sito http://www.massimofini.it )

    Un grave errore voler cancellare l’aggressività umana

    Riprendendo questa rubrica al rientro dalle vacanze (sia detto di passata: le spiagge erano molto meno popolate dell’anno scorso, segno che la crisi c’è, almeno per il ceto medio, e non è una maligna invenzione antigovernativa), di quest’estate caratterizzata dalla rottura Fini-Berlsuconi, dalla interminabile querelle sul tinello del presidente della Camera e, negli ultimi giorni, dalla straordinaria enfasi che ha circondato la morte di Cossiga che, benché la retorica sia un collaudato vizio nazionale, non ha precedenti nemmeno per personaggi assai più illustri e meno controversi, mi piace riprendere, anche per un certo disgusto della politica che non è solo mio ma, almeno a stare a Famiglia Cristiana, di moltissimi italiani, una questione apparentemente marginale ma che tale non è.
    Mi riferisco alla proposta del ministro del Turismo, Vittoria Brambilla, convinta animalista, di abolire o comunque di ridimensionare il Palio di Siena e altre feste cruente così come in Catalogna si è rinunciato alla corrida. Aveva detto la Brambilla: «Perché non possiamo rinunciare anche noi a qualche corsa o palio, non solo a quello di Siena. Questi spettacoli non hanno più senso, potremmo volentieri farne a meno».
    La Brambilla, sia pur con le migliori intenzioni, sbaglia. Gli spettacoli e le manifestazioni cruente, entro certi limiti naturalmente, un senso lo conservano anche oggi. Non si tratta semplicemente di conservare le nostre tradizioni locali, come hanno obiettato i leghisti, ma di qualcosa di ben più profondo. Tutte le culture premoderne hanno avuto spettacoli e manifestazioni cruente, ammesse, istituzionalizzate e regolamentate, che coinvolgevano non solo animali ma anche gli uomini: la festa orgiastica in uso presso tutti i popoli cosiddetti “primitivi”, la guerra ritualizzata fra i neri del centro Africa, l’istituto del “capro espiatorio” dei Greci, il Carnevale in Europa (ormai, di fatto, pressoché scomparso). Fra gli Ashanti, tribù guerriera originaria del Ghaa, era istituzionalizzata una settimana in cui ognuno poteva coprire degli insulti più sanguinosi chiunque, anche il re, poi tutto rientrava nella normalità.
    I premoderni, più concreti e meno astratti di noi, sapevano che l’aggressività umana non può e non deve essere compressa totalmente. Per due buoni motivi. Perché l’aggressività, oltre che naturale, è vitale e può servire, al singolo o al gruppo, in certe situazioni di emergenza. Il secondo è che se si pretende di eliminare completamente l’aggressività, essa prima o poi rispunta fuori nelle forme più violente, come una molla troppo compressa. Bisogna quindi cercare di canalizzarla in manifestazioni legittimate in modo da poterla tenere sotto controllo.
    La cultura illuminista, che non guarda all’uomo così com’è ma a come dovrebbe essere, ha preteso invece di eliminare totalmente l’aggressività dalla vita delle comunità. Tutta la società moderna va nel senso della proibizione assoluta dell’aggressività. Ma l’aggressività così innaturalmente compressa riesplode poi nelle forme più mostruose, come ci dicono i delitti di Erba, di Novi e tanti altri similari, consumati in quartieri tutti perbenino, lindi, asettici da gente fino al momento prima apparentemente tranquilla. Sono i “delitti delle villette a schiera”, come li ha definiti Ceronetti. È salutare che l’aggressività possa avere un qualche sfogo. Non per nulla i Greci chiamavano il “capro espiatorio” pharmakos, medicina.

  15. Marco said

    chiedo scusa, ho sbagliato artico… quello che volevo postare è questo

    Massimo Fini: “Io sto con gli ultrà
    anche quelli violenti di Bergamo”

    Massimo Fini, giornalista e battitore libero, sul Fatto quotidiano lancia una provocazione e la spiega nei dettagli: gli ultras sono gli ultimi, veri, amanti del calcio.

    Siamo stufi, arcistufi, di questo Stato di polizia. Che non è quello delle intercettazioni telefoniche, come pretende Berlusconi che ha la coscienza sporchissima, che sono perfettamente legittime quando autorizzate dalla Magistratura, ma quello dove le libertà più elementari sono osteggiate, conculcate, vietate, proibite, scomunicate, tranne quella economica anche quando passa sul massacro della popolazione (è “la libera intrapresa” a creare la disoccupazione, oh yes, ma questo ve lo spiegherò in un’altra occasione) e, ovviamente, quelle del Cavaliere che può corrompere testimoni in giudizio, pagare mazzette ai finanzieri, consumare colossali evasioni fiscali, avere decine di società “off shore”, precostituirsi “fondi neri” impunemente perché, attraverso i suoi scherani, si fa cucire leggi su misura che lo tengono fuori dai processi.
    Non bastassero già le leggi nazionali, dove sono sempre più feroci i limiti imposti al consumo di alcol, al fumo, non solo a tutela dei soggetti passivi ma anche di quelli attivi, alla prostituzione (da strada naturalmente, quella delle escort e soprattutto dei loro importanti clienti è immune), ora, dopo un altro demenziale decreto del ministro Maroni, ci si sono messi anche i sindaci, in particolare leghisti, ma non solo, a imporre i divieti più grotteschi e assurdi.
    A Verona è proibito sbocconcellare un panino in strada, consumare alcol fuori dai bar, bagnarsi nelle fontane, girare a torso nudo (il Mullah Omar era più permissivo). A Vicenza ci sono multe salatissime (500 euro) “per camper e roulotte che trasformano la sosta in un bivacco”. A Novara sono vietate le passeggiate notturne nei parchi se si è più di due (durante il fascismo ci volevano almeno cinque persone per considerarle “radunata sediziosa”). A Eraclea (Sicilia) è proibito ai bambini costruire castelli di sabbia in riva al mare. A Firenze, a Venezia, a Trento e in altre città è vietato chiedere l’elemosina, cosa che non si era mai vista prima (nemmeno nei “secoli bui” del Medioevo, anzi, tantomeno nel Medioevo in cui si riteneva che il mendico, come il matto, avesse, per dei suoi misteriosi canali, un rapporto privilegiato con Dio) in nessuna società del mondo, eccezion fatta per l’Unione Sovietica.
    Adesso, sempre per iniziativa del solerte Maroni, è arrivata anche la “tessera del tifoso”.
    È intollerabile che uno per andare a vedere una partita di calcio debba chiedere la patente alla società. Una schedatura mascherata, socialmente razzista perché imposta solo ai tifosi che vanno nel “settore ospiti”, cioè dietro le porte e nelle curve, mentre chi può pagarsi i “distinti” non subisce questa gogna.
    In realtà questa misura illiberale va nel segno di una tendenza in atto da molti anni: eliminare via via il calcio da stadio a favore di quello televisivo e degli affari di Sky, Mediaset e compagnia cantante (con corollario di moviola, labiali, giocatori scoperti in flagranti e sacrosante bestemmie – robb de matt – e, da quest’anno, anche la profanazione del tempio sacro dello spogliatoio). Ma chi conosce anche solo un poco il “frubal”, come lo chiamava Gioann Brera ai tempi belli in cui tutte queste stronzate non esistevano, sa che fra il calcio visto allo stadio e quello visto in casa, in pantofole, fra una telefonata e l’altra e magari sbaciucchiandosi con la fidanzata (orrore degli orrori, il calcio è un rito che vuole una concentrazione esclusiva, non sono mai andato allo stadio con una ragazza e fra Naomi e Ruud Van Nistelrooy – doppietta allo Shalke 04 per inciso – non ho dubbi) non corre alcuna parentela. Per vivere davvero la partita, per capirla, bisogna essere allo stadio, vedere tutto il campo (ci sono centrocampisti che, se guardi la partita in Tv, sembrano aver giocato male perché han toccato pochi palloni e invece hanno giocato benissimo, di posizione) e non solo quello che garba al cameraman.
    Dal 1983 – introduzione del terzo straniero – il calcio da stadio ha perso il 40% degli spettatori. Quest’anno gli abbonamenti sono ulteriormente crollati del 20%. Molti tifosi hanno solidarizzato con gli ultras in rivolta e non l’hanno rinnovato. E poi ci sono le ragioni, così efficacemente spiegate da Roberto Stracca in un servizio sul Corriere (26/8) e che hanno tutte la stessa origine: scoraggiare la gente dall’andare allo stadio. “Anche chi non è ultrà – scrive Stracca – e non ha mai pensato di esserlo, dopo biglietti nominali, necessità di un documento per un bambino di 8 anni, odissee fantozziane nella burocrazia più ottusa per una partita di pallone, non ne ha potuto più e ha finito per dire addio allo stadio e aderire alla sempre più ricca offerta televisiva”.
    Maroni, contestato violentemente da 500 ultras bergamaschi alla Festa della Lega ad Alzano Lombardo, ha detto: “Dicono di essere dei tifosi, ma non lo sono. Sono dei violenti”. E invece gli ultras sono gli ultimi, veri, amanti del calcio.
    Qualche anno fa, in una domenica canicolare e patibolare di giugno, i demonizzatissimi ultras in rappresentanza di 78 società, di A, di B, di C e delle serie minori, diedero vita a Porta Romana, a Milano, davanti alla sede della Figc, a una civilissima manifestazione al grido di “Ridateci il calcio di una volta!” (cioè: numeri dall’uno all’undici, arbitro in giacchetta nera, pochi stranieri, riscoperta dei vivai e, soprattutto, basta con l’enfiagione economica che ha distrutto tutti i valori mitici, rituali, simbolici, identitari, che ne hanno fatto la fortuna per un secolo, a favore del business e che finirà, prima o poi, per farlo scoppiare come la rana di Esopo). La notizia – mi pareva una notizia – passò sotto silenzio. Persino la Gazzetta dello Sport dedicò all’avvenimento un box di poche righe. Non bisognava disturbare il manovratore. Cioè gli affari.
    Due parole sulla “violenza” Ad Alzano Maroni ha detto anche: “Io con i violenti non parlo”. E allora il primo cui non dovrebbe rivolgere la parola è Umberto Bossi, il suo Capo. L’ineffabile Maroni si è dimenticato che il leader del Carroccio, agli albori della Lega, dichiarò: “Ho trecentomila leghisti pronti a estrarre la pistola dalla fondina” (in realtà quelli, dalla fondina, possono estrarre al massimo il loro cellulare), e in seguito: “andremo a prendere i fascisti uno a uno, casa per casa”, e ancora, a proposito dei magistrati, “bastano delle pallottole e una pallottola costa solo 300 lire”, e di recente ha anfanato di fucili e altre armi se non gli concedevano non mi ricordo che cosa, parole che dette da un esponente del Governo, sono ben più gravi delle quattro macchine date alle fiamme durante la contestazione di Bergamo.
    Io sto con gli ultras. Anche quelli violenti di Bergamo. Perché mi paiono gli unici ad aver voglia ed energia di rivolta in un Paese in cui i cittadini si fan passare sopra ogni sorta di abusi, di soprusi e di autentiche violenze sempre chinando la testa. Sudditi. Nient’altro che sudditi.
    Massimo Fini

  16. la violenza non ha mai portato da nessuna parte e non è ipocrisia.
    il problema è che gente come fini era tra quelli che gongolavano nella stupidità della violenza anni ’70 che come risultato ha portato solo vittime.

    Essere violenti per una partita di calcio è stupido ed è da stupidi. E chi non la pensa così non sarà ipocrita ma coglione

  17. Marco said

    Ci sarà un momento in cui gente come te, rimpiangerà che non ci sia più nessuno pronto a scendere in strada per difendere, ad ogni costo, la libertà, quella vera, non quella che questi cazzo di politici votati all’edonismo e all’egoismo ci illudono di garantire.

  18. ci sarà un momento in cui guarderai la tua maglietta con su scritto “libertà per gli ultras” e penserai a quanto tempo hai sprecato

  19. Marco said

    E’ proprio questa la differenza, io so di non aver sprecato neanche un minuto, a cominciare dalle giornate con Amici per cui è valsa la pena rischiare, e che hanno rischiato per me e con me, e non rinnego neanche le code per prendere i biglietti per le trasferte, ne i ritardi di aerei e voli cancellati, o l’amarezza per una sconfitta, e neanche il dolore fisico del lunedì, o le ore in questura. Ringrazio Dio per ogni istante vissuto così. Questo mi ha reso ciò che sono oggi. E ne vado fiero.
    Se tu il tuo tempo lo passi sul divano ad ascoltare le cazzate del tg5 o guardare troiette e finocchi al grande fratello, non posso che biasimarti.

  20. caro drittone mi dici dove ho mai parlato di tg5 o di grande fratello, forse il fatto che li conosci molto bene…
    la vostra stupidità è tale che non sapete ascoltare e se qualcuno non la pensa come voi allora è un decelebrato.
    io piuttosto che esperienze in questura avrei da parlare di esperienza di vita, ma evidentemente se la tua vita da ribelle dei miei coglioni che si fa prendere per il culo da deficienti che nella vita non combinano niente se non farsi qualche soldino alle tue spalle fai pure.
    io le partite me le vedo, ma piuttosto che deridere l’avversario preferisco un abbraccio.
    perchè sì è solo uno sport, non una guerra

  21. Gianluca said

    Egregio Vitaliano 82,
    Concordo pienamente con le sue affermazioni,anzi ci sono da aggiungere altri particolari:
    1. L’offerta calcistica in pay-tv e pay-per-view e’ presente in tutti i maggiori stati Europei,eppure gli impianti sportivi sono pieni(anche li’ biglietti ed abbonamenti sono nominali)anche perche’ il becerume delle curve e’ stato sradicato.
    2. Nel resto delle nazioni occidentali,i magistrati perseguono severamente il fecciume curvaiolo,mentre in Italia le toghe simpatizzano anche loro per le ideologie estreme,comunismo e fascismo,per cui l’impunita’ gli viene garantita,grazie anche all’autogoverno anarchico delle toghe che vige solo in Italia,poi magari le stesse toghe lanciano i loro ipocriti strali contro i politici riformisti a sx. e moderati a dx.,secondo la loro dabbennagine i responsabili dello sfascio.
    3. Alcuni politici,tipo i Cento,i Bocchino ecc. osteggiano con tutti i loro mezzi la privatizzazione degli stadi e i nulla osta alla costruzione di nuovi impianti con pretesti risibili come i vincoli architettonici,svendite di bene pubblico ecc.
    Tutte scuse per assicurarsi ingressi gratuiti negli impianti e per non perdere i voti ultras,altrimenti non sarebbero eletti.
    4. In Italia c’e’ una precisa zona geografica,da Roma in giu’ a cui agli ultras e’ storicamente permesso tutto,grazie anche alle toghe gia’ citate ed a alcuni agenti delle FF.OO.,tutti di provenienza centromeridionale che con la scusa del vittimismo del sud povero,del nord sfruttatore(tutte balle)favoriscono entrate allo stadio di ultras e del loro corredo becero di fumogeni e di petardi,grazie a politici come Andreotti e Berlinguer degli anni ’70 il fenomeno curvaiolo si e’ radicato e incancrenito,se l’Italia fosse composta dalle Alpi alle Marche il problema sarebbe gia’ risolto da tempo,arrestando quel centinaio di capi curvaioli,mentre al sud le infiltrazioni criminali rendono arduo il compito.
    5. Ci sono giornalisti e radio che non esisterebbero senza i curvaioli,il loro giornalismo e’ sempre estremo e mai obbiettivo,usano linguaggi beceri come “hanno rubato la partita”,insomma vorrebbero una calciopoli perenne,come in politica vorrebbero un perenne manipulitismo,esempi come Cento e Fini(Massimo) sono emblematici,uno e di sx.,l’altro di dx. ma,in comune hanno sentimenti beceri come il provincialismo,il comunitarismo(alla stessa stregua delle umma islamiche),l’oatilita’ verso il libero mercato e,soprattutto un antisemitismo di principio che considerano la modernita’ come asservimento.
    In soldoni mentre stati che una volta erano cenerentola come la Spagna(a Barcellona esistono ben quattro impianti sportivi,a Madrid tre,a Siviglia due,a Valencia e’ in progetto un nuovo impianto)in Italia si e’ rimasti al medioevo,con stadi vecchi e come Milano e Roma,in coabitazione con rigida proprieta’ pubblica,grazie anche al braccio politico di questa situazione,cioe’ l’IDV,un partito che raggruppa radicali di sx. e di dx.,toghe radicali che osteggiano ogni riforma,militari meridionali che sono piu’ ultras che funzionari di stato,giornalisti radicali anch’essi che gridano sempre allo scandalo,d’altronde il loro organo e’ “il fatto quotidiano”.
    Bisognerebbe che tutti i veri riformisti a sx. e i veri moderati a dx. si coalizzassero per rendere la nostra democrazia ed il nostro sport piu’ civile,come nel resto d’occidente,un confronto serio tra socialdemocratici e popolari moderati,non una lotta tra estremi e un freno alla meridionalizzazione dello stato,toghe e FF.OO in primis,nonche’ un serio STOP all’anarchia delle toghe,cosi’ potremo allinearci al resto d’Europa.

  22. Gianluca said

    Un Ultimo particolare che ho omesso:
    Bisognerebbe iniaziare a proibire,come in GB e in Spagna tutti gli striscioni che in Italia sono opera di ultras con connotazione orrende come brigata,commandos,fedayn,Kollettivo,mastiff ecc. ecc. lo sport non deve essere un angolo di Libano o di Palestina nel mondo libero.
    Inoltre si dovrebbe seriamente di eliminare per qualche anno gli abbonamenti in curva,solo biglietti partita per partita,cosi’ al primo fumogeno,petardo o coro ostile contro la polizia o razzista,prima si commina una multa,poi si chiude per una giornata quel settore dello stadio,se si ripete il fenomeno si chiude la curva per tutto il campionato,cosi’ vedremo se presidenti di club tipo Zamparini,ad esempio saranno cosi’ contigui con quei gruppi.

  23. Maro said

    Caro Gianluca,
    da quello che hai scritto si vede che non sei mai stato in uno stadio se non per un concerto, hai il classico atteggiamento di chi giudica ripetendo le voci sentite da altri, nello specifico la tv.
    Hai scritto una marea di cazzate te le elenco rispondendoti punto per punto:

    1. Gli stadi nel resto dell’Europa sono pieni solo alle partite di cartello, Barcellona-Real, Manchester-Liverpool, Bayern, Bayer, PSV… esattamente come ai Roma-Lazio, Milan-Inter… chi allo stadio c’è sempre sono gli ultras. I club e i tifosotti sono i primi a mollare quando mancano i risultati, e preferiscono la poltrona davanti a sky, che la pioggia di novembre, o una scomoda e costosa trasferta.
    Gli abbonamenti sono da sempre nominali (come logico), i biglietti lo sono solo in Italia.
    Prova a fare una trasferta in inghilterra o in francia o in olanda, germania, slovacchia, croazia, serbia, ungheria e poi mi dici se il “fenomeno ultras” è stato sradicato… anzi te la faccio più facile: fai un giro su youtube e guardati gli scontri degli hooligans inglesi o olandesi FUORI dagli stadi, e degli ultras francesi, scozzesi, irlandesi.

    2. La flagranza differita, ovvero l’essere colti sul fatto anche dopo 48 ore dal reato, è ammessa solo per i reati di omicidio e “i reati da stadio”(accendere una torcia, fare una rissa, esporre striscioni senza autorizzazioni)… come fai a dire che gli ultras sono protetti dalla magistratura???

    3. Gli ultras non vogliono impianti privati, perchè altrimenti se non si piegassero ai voleri delle società diventando come i club ufficiali, le società potrebbero escluderne gli ingressi senza giustificato motivo.

    4. Gli ultras più temibili, e ti parlo per esperienza, sono ben sparsi in tutto il territorio nord compreso: Genoani, Atalantini, Bresciani, Parma, Verona, per non parlare di Varese, Carrarese, Como, Cremonese, Modenesi, e tutti i Veneti in generale…

    5. Ci sono giornalisti non allineati al sistema, che proprio per questo non hanno la visibilità che meriterebbero.

    Le curve le chiudono come è successo per 3 volte alla Juventus l’anno scorso sbattendosene di chi aveva l’abbonamento. Non le possono chiudere per tutta la stagione perchè le società avrebbero dei cali impressionanti di entrate e di immagine (vedi divieti alle trasferte per Lazio con la Sensi che chiede la revisione della sentenza).

    Evita quindi di sputare sentenze senza neanche sapere di cosa stai parlando, perchè rischi solo figure di merda come questa.

  24. Maro in Germania e in Inghilterra gli stadi sono sempre pieni anche per le amichevoli

  25. Marco said

    (“Maro” sono sempre io, ho digitato di fretta)

    In Inghilterra sicuramente l’affluenza è maggiore rispetto agli stadi d’Italia, ma credo sia dovuto al senso di identificazione dei cittadini nella squadra della propria città o addirittura del proprio quartiere.
    Ho girato gli stadi di mezza Europa e per esparienza personale posso garantire che nelle coppe europee gli stadi non sono mai pieni prima degli ottavi, a meno che non si tratti di una partita particolare. Ovviamente anche una partita amichevole tra Manchester ed Ipswich, giocata nello stadio dell’Ipswich avrà un tutto esaurito (per l’affluenza dei tifosi di casa), ma la stessa partita giocata a Manchester verrà snobbata dalla maggior parte dei “tifosi” del Man. U.
    Non centra niente la sicurazza, gli ultras, gli striscioni o i cori, tant’è che fino alla fine degli anni ’90 (quando è aumentata la repressione verso gli ultras e l’offerta delle pay-tv) gli stadi erano veramente pieni!
    E poi le partite tra squadre con una rivalità più accesa e quindi quelle potenzialmente più pericolose, sono quelle con il maggior numero di spettatori paganti e che spesso registrano il tutto esaurito: Tutti i derby cittadini, Milan- Napoli, Juventus-Fiorentina, Juve-Inter, Juve Milan, Brescia-Atalanta, Napoli-Salernitana, Palermo-Catania-Messina, Lazio-Juve, Milan-Roma

  26. parlo per esperienza personale. Trovare un solo biglietto il giorno di una qualsiasi partita di premier è impossibile

  27. Tommaso said

    Tante cazzate in un solo articolo non le avevo mai lette

  28. Mai said

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