Adesso parlo io!

Il mondo secondo gli occhi di un puffo!

E’ ESTATE, E’ TEMPO DI REPLICHE

Pubblicato da vitaliano82 su Venerdì, 27 Giugno 08

Torride giornate di Giugno 2008. Leggi i giornali, senti la radio, guardi i tg, navighi su internet. Sì è il 2008, ma potremmo trovarci benissimo negli anni 2001-2006.

Nulla sembra essere cambiato in questo lasso di tempo, c’è Berlusconi che lotta con la magistratura, la magistratura che lotta con Berlusconi, il premier che parla di regime, Di Pietro e i suoi che gli danno del mafioso, l’opposizione che esce dalla camera, alcune leggi o emendamenti inserite in altre leggi che si capisce poco a cosa possano servire.

Quella che era stata indicata come una legislatura particolare dove finalmente si fossero fatte quelle riforme di cui tutti sentiamo il bisogno, si sta rilevando come la solita, inutile legislatura di conflitto.

Naturalmente questo conflitto sarebbe stato auspicabile se si fosse caratterizzato sui temi a noi cari come liberalizzazioni (vere s’intenda!), cancellazione delle provincie ed enti inutili e succhia soldi come le comunità montane, riduzione della spesa pubblica (incentrata sull’eliminazione di privilegi e sprechi), riduzione della burocrazie e di leggi inutili.

Ci ritroviamo invece nella riedizione della riedizione del solito stucchevole teatrino. “Tu sei un caimano”, “giustizialista”, “regime” e chi più ne ha più ne metta. Conosciamo a memoria la sceneggiatura e sappiamo già come andrà a finire!

E’ vero che, come ripete qualche blogger, non possiamo non ammettere che comunque questo governo è sempre meglio di un’alternativa sinistrata, insomma sia un “male minore”. Non possiamo neanche sottovalutare l’azioni del duo ministeriale Sacconi-Brunetta che appaiono encomiabili, che però rischiano di essere come gocce nel mare.

In questo modo si è completamente disatteso quello che sembrava un impegno concreto (concedetemi questa beffarda citazione) far rialzare l’Italia dal suo sonno statalista e arcaico.

Ci si aspettavano lacrime e sangue, invece ci si ritrova a guardare le repliche di un programma tv visto troppe volte.

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PERCHE’ LA SINISTRA E’ FUORI DAL PARLAMENTO

Pubblicato da vitaliano82 su Giovedì, 17 Aprile 08

La cosa ha fatto scalpore, molti non se lo sono spiegato, molti si sono arrabbiati, qualcuno ha gioito, altri hanno maledetto gli altri.

Ma il risultato è immodificabile, la sinistra arcobaleno è fuori dal parlamento.

I sondaggi indicavano che ci sarebbe stato un ridimensionamento del battaglione in quel del parlamento, ma nessuno si sarebbe aspettato che la sinistra arcobaleno raccogliesse meno senatori e deputati del SVP, ma anche del Movimento per le autonomia di Lombardo, raccogliesse gli stessi seggi della lista di Ferrara.

Zero, suona strano, sembra surreale ma in questa legislatura non ci sarà nessuno che si definisce di “Sinistra”.

Ho sentito e letto molte interpretazioni su questo tracollo. Tra le più divertenti metterei l’analisi di Diliberto (insieme a Rizzo) che ha accusato nella mancanza della falce e martello la causa della loro debacle. Oppure sul web (che non ha eguali in merito a ipotesi surreali e grottesche) si è letto di gente che ha accusato l’Italia (non i loro beniamini sia ben inteso) di essere un paese di merda o meglio che la colpa è di coloro che guardano “uomini e donne” o il “grande fratello” che non dovrebbero votare, perchè “non informati”.

Inteso che, se fosse passato questo editto di questo simpatico antagonista del suffragio universale, la sinistra arcobaleno si sarebbe trovata con non pochi voti in meno.

Queste balzane considerazioni sono il chiaro segno e sintomo del distacco che questa Sinistra ha dalla sua base elettorale presunta. Come dice bene il giornalista dell’Espresso Damilano, questa sinistra sembra più interessata all’elettorato del centro storico di Roma, della Roma bene e mondana piuttosto che sui deboli.

Ormai la sinistra muove i cuori solo dei “borghesi” intellettualoidi annoiati, gente che non ha mai visto da vicino un tornio o la difficoltà di arrivare alla fine del mese, ma conoscono solo la difficoltà di avere un pass per disabili per parcheggiare impunemente la loro Smart.

Questi “comunisti dalla pancia piena” si possono permettere elucubrazioni su un altro mondo possibile, sulla delinquenza che è frutto di questa società corrotta, mentre alle persone delle periferie che subiscono gli scippi, tocca di sperimentare sulla loro pelle gli altrui teoremi.

Il risultato di queste elezioni è stato chiaro, tanta gente si è ormai stancata di questa sinistra dei circoli privati e alle loro semplici domande hanno trovato gente credibile in altre sponde che è stata la lega al nord e il pdl al sud. Alcuni sono rimasti “fedeli” e hanno votato l’amerikano Veltroni, risultato più credibile di una sinistra che non ha saputo trovare nessun luogo migliore come base elettorale dell’hard rock cafè.

Quale sarà la prossima mossa per rimediare a questo tonfo?

Il ripristino della falce e martello come consigliano Diliberto, Rizzo e Ferrero?

Il ripristino dell’alleanza con il Pd per tornare a scaldare qualche poltrona?

O forse sarebbe meglio, per questi andare dagli ultimi e vedere quali sono i loro reali bisogni, anzichè immaginarseli durante un aperitivo al caffè fandango?

Nel frattempo salutiamo, senza neanche troppo affranto, gli ex onorevoli(?) Diliberto, Pecoraro Scanio, Caruso, Russo Spena, Paolo Cento.

Di sicuro non ci mancherete.

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PRODI LASCIA LA POLITICA. OLE’!

Pubblicato da vitaliano82 su Lunedì, 10 Marzo 08

Caro, Romano

E anche tu hai abdicato. Certo sarebbe stato meglio un paio di anni fa, ma sono comunque una persona di poche pretese, mi accontento.

Grazie on. Prodi della bella notizia che ci hai fatto giungere. Certo rimane velata la minaccia: «Il futuro è sempre bello. Io ho chiuso con la politica italiana, forse ho chiuso anche con la politica. Ma il mondo è pieno di occasioni e di doveri, c’è tanta gente che aspetta una parola di pace e di aiuto, e quindi c’è più spazio adesso di prima».

Dai Romano si’ coraggioso. Non farci stare sulle spine. Rinuncia anche alle paiette della politica internazionale. Su dai!

Scusami se a differenza di D’Alema, non ti chiamerò, ma non ho il tuo numero. Mi limito a questo piccolo articolo.

So che sei generoso, ma non esagerare. Ci basta la felicità che ci hai dato con questa dichiarazione.

Con enorme felicità,

Vitaliano.

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IN ITALIA SI RISCHIA UNA DERIVA ANTISEMITA

Pubblicato da vitaliano82 su Venerdì, 8 Febbraio 08

Solo pochi giorni fa segnalavo su questo stesso blog come il comportamento dei così detti intellettualoidi italiani nel boicottaggio  alla fiera del libro di torino dessero un segnale d’allarme verso la tolleranza nel nostro paese.

Ma leggendo oggi una notizia apparsa su corriere.it mi sono reso conto dell’enormità del pericolo antisemita che ancora è presente (evidentemente le giornate della memoria servono solo a dare nuova linfa a questi dementi) nel nostro paese.

Cito:

Una denuncia formale alla polizia postale e un appello alle istituzioni, al ministro dell’Università e della ricerca, ai rettori, agli atenei a costituirsi parte civile «per bloccare un cancro che può espandersi e colpire chiunque». Sono le misure che la comunità ebraica romana intende mettere in campo contro gli estensori del blog, che ha inserito una «black list» di 162 professori ebrei, accusati di «fare lobby» che insegnano a La Sapienza e in altre università italiane.

«LE ISTITUZIONI RISPONDANO» - «La reazione non può rimanere limitata ai diretti interessati come singoli e come comunità- ha detto stamani Riccardo Pacifici, portavoce della comunità- ma deve riguardare tutta la società. Una volta che si saprà chi sono gli estensori del blog, ci deve essere una risposta generale delle istituzioni, va messo un punto fermo».Pacifici ha espresso la riprovazione della comunità perchè la «black list»è espressione di «un meccanismo reiterato» che si unisce a tentativi di boicottare la collaborazione tra università italiane ed israeliane, tutti aspetti che invitano «ad essere vigili e non abbassare mai la guardia».

 

 

08 febbraio 2008 (fonte corriere.it)

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IL PAESE DEI BOICOTTAGGI

Pubblicato da vitaliano82 su Martedì, 5 Febbraio 08

Ma in che razza di paese viviamo?

Questo genere di domande disfattiste mi sono sempre piaciute poco. Ma la pazienza e la mia normale tolleranza hanno un limite.

E’ su tutti i giornali la nuova polemica (sicuramente montata ad arte ed ingigantita dai nostri giornalisti, ma questo è un altro discorso) circa la fiera del libro di Torino.

La fiera, che si svolge ogni anno, ha quest’anno come paese ospite Israele. Fin qui niente da dire verrebbe spontaneo pensare. Ma non abbiamo ancora fatto i conti con l’intellighenzia italiana di sinistra. Ebbene “autorevoli” pensatori tra i quali ricordiamo l’illustrissimo professore e filosofo (chi più ne ha più ne metta) Gianni Vattimo (il quale stamattina era ospite a Radio24), hanno pensato bene di organizzare il boicottaggio per la fiera per la presenza di Israele. Motivazione: la presenza degli scrittori israeliani e la politica del loro paese.

Ora penso che dissentire sulla politica di uno stato sia legittimo, ma la perniciosità di questo tipo di protesta è lampante. Se protesti contro uno stato non devi boicottare la sua cultura, non è giusto e neanche corretto.

Ma prendiamo anche per buono il concetto dell’intellettuale organico al sistema di potere, il miglior modo per dissentire è la dialettica, il dialogo, non girarsi di spalle, tapparsi le orecchie e gridare con tutto il fiato: “bla bla bla bla” come fanno i bambini dell’asilo.

Il nostro problema è proprio questo, i nostri intellettualoidi hanno perso la capacità dialettica e la pazienza di ascoltare. E come non collegare questo episodio con la mancata partecipazione del papa all’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza. Sicuramente la scelta del rettore non era stata delle più felici, ma una volta invitato il papa lo si doveva ascoltare, far parlare e dopo criticare (anche aspramente, ma tu guarda sono arrivati a farmi difendere il papa). No, i nostri geni invece ormai conoscono solo l’arte del boicottaggio, la sapienza dell’ascoltare solo quello di cui hanno voglia di sapere.

Colpa della debolezza del loro pensiero?

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