Archivio per la categoria ‘opinioni’
Pubblicato da vitaliano82 su Mercoledì, 4 Novembre 09
Sul fatto che su quest’influenza sia una bufala ormai non ci piove. Che sia un’influenza anche più blanda della solita, ormai è chiaro a tutti, o almeno dovrebbe esserlo. I dati lo confermano, il numero dei casi e la percentuale di morti sono assolutamente sovrapponibili (anzi inferiori) alle solite influenze stagionali, il viceministro Fazio sta spendendo questo concetto da tempo e alcuni media ne stanno dando spazio, ma anche questi stessi media danno altrettanto spazio (se non superiore) ai morti.
Mi sembra superfluo che un decesso va affrontato con tutto il rispetto possibile, ma la contro informazione che viene fatta è vergognosa. “Un morto qua, uno là”, tralasciando spesso il fatto che questi pazienti (purtroppo) versavano in gravi condizioni cliniche alle quali una QUALSIASI patologia avrebbe potuto complicare.
Ma ormai l’effetto moriremo tutti è già partito. L’amuchina gel è quasi introvabile (non ce la fanno a stare dietro agli ordini), tutti aspettano come manna il tanto sospirato vaccino (chissà chi si sta fregando ancora le mani), scene di panico si trovano ormai ovunque tra metropolitana, scuola, lavoro.
L’allarmismo è ormai partito ponendomi una bella domanda cosa preferisco tra il finto virus mortale e transessuali di marrazzo?
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Pubblicato da vitaliano82 su Martedì, 20 Ottobre 09
Tremonti non mi piace. A parer mio in un governo liberale andrebbe a rappresentare il classico cavolo a merenda, ma purtroppo tutti siamo consapevoli che questo governo di liberale ha ben poco.
La sua uscita di ieri (“sono per il posto fisso”) mi ha colpito particolarmente. Non perchè non sapessi da che parte sta, ma perchè se dici queste cose come ministro (anzi come superministro) dell’economia stai tracciando la linea economica del governo stesso. Che ripercussioni avremo allora? Dobbiamo pensare che la legge Biagi verrà accantonata?
Io penso che per fortuna danni gravi verranno scongiurati e che l’uscita tremontiana sia soltanto demagogica. Ma un danno è stato fatto: ormai anche nella sinistra meno estrema era divenuto chiaro il concetto che la difesa del posto fisso è una battaglia che è vecchia di almeno 50 anni. C’è in corso una battaglia sulla sacralità del posto fisso (da persone che semmai di fisso hanno altro tipo di rendite) e viene passato da molti il concetto precarietà=causa di tutti i mali attuati. Quest’uscita va contro il processo giustissimo di chiarire alle persone che il lavoro è anche troppo tutelato in alcuni ambiti e che il posto fisso non è per forza il paradiso in terra.
Sia chiaro non sono contro il posto fisso, ma vorrei che tanta gente non sia contro la mobilità a prescindere. E’ lapalissiano che molti lavori non possono essere considerati come lavori da poter fare per tutta la vita (chi vuole lavorare in un call center fino a 65 anni?) e che la mobilità porta anche un consequenziale aumento della produttività.
Qualsiasi lavoro iper tutelato, ripetitivo non farà altro che portare il lavoratore a diminuire la sua voglia di produzione. In mancanza di uno stimolo a far meglio, di un minimo di competizione è chiaro che i lavoratori possano “sedersi”.
Il discorso è un altro, in un mondo del lavoro praticamente congelato le possibilità di cambiare lavoro vengono viste come minime, in pratica chi ha un posto se lo tiene, senza neanche pensare a cambiarlo, anche se non piace, proprio perchè non c’è possibilità.
Il problema quindi non è la troppa precarietà, ma la troppo poca mobilità. In altri paesi è concettualmente impensabile di fare lo stesso lavoro per tutta la propria vita lavorativa e molti lavori vengono fatti solo per breve tempo introducendo le persone nel mondo lavorativo.
Questi concetti ormai sono accettati anche a sinistra, ma evidentemente il nostro tremonti è rimasto alla terza internazionale.
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Pubblicato da vitaliano82 su Giovedì, 24 Settembre 09
La capacità di creare un caso mediatico da una stupidaggine è un must di tutta la nostra stampa (e parlo sia di carta stampata che di parola nell’etere).
Tanto ci sarebbe da dire sui vari virus mortali che di tanto in tanto ci propinano, su ipotesi catastrofiche sulla sorte della natura, come se la serie di film estivi del giovedì sera su canale 5 avessero fatto proselitismo, ma non è di questi “casi” che vorrei dilungarmi.
In questi giorni, il tam tam (spero di aver esaurito questi termini odiosi) è aumentato sulla questione Travaglio-Annozero. I fatti: stando a sentire Santoro non gli hanno dato in tempo i contratti (“la trasmissione si può fare solo con elementi esterni all’azienda”…e io pago!) e soprattutto non è stato fatto il contratto a Travaglio che dovrebbe essere messo al vaglio dell’azienda.
Tirando le somme niente che possa togliere il sonno a nessuno, tanto meno a Travaglio e Santoro stessi, che anzi non crederanno ai loro occhi per tutto questo polverone e di conseguenza pubblicità gratuita che stanno ricevendo. Di conseguenza non si capisce il perchè ne parlino tutti i giornali, gr e tg.
Michelone in primis vedrà aumentare i propri ascolti e aumenterà il credito in quella sua popolazione che lo adora e lo vede come ultimo baluardo.
Travaglio ha vinto in ogni caso, se non gli fanno il contratto potrà diventare un epurato (già si autoproclamato nuovo Biagi e nuovo Montanelli) e martire e probabilmente in molti in lui già intravedono l’aura e le stimmate (antiberlusconiane); se invece il contratto lo dovesse ottenere apparirà certo che la “forza” delle cose che dice è ineludibile e avrà trovato una forma di legittimazione.
In questo modo quelli che dovrebbero essere i “nemici” di Travaglio non hanno fatto che fargli un favore, creando attenzione e clamore attorno a questa vicenda.
Invece noi, ci troviamo a scontrarci con queste notizie quotidiane, distogliendo l’attenzione su ben altre cose, tipo l’anomalia del servizio pubblico che deve trasmettere un programma senza condividerlo ( il giudice ha scelto orario e collocazione di rete), senza stare a discutere del fatto che gli italiani di sto servizio pubblico ne farebbero volentieri a meno.
Privatizzare la rai? ma che ce vò?
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Pubblicato da vitaliano82 su Venerdì, 28 Agosto 09
Leggendo il giornale al mio ultimo giorno marino mi ha palesato un dubbio che mi ronzava da un pò: quando si passerà alla cassa di questo allarmismo?
In ambito medico in molti sono che temono l’arrivo di un super virus (mi ricordo la premonizione del mio professore di storia della medicina) globale e gli esempi della sars (sicuramente più mortale delle ultime fantomatiche pandemie) e dell’influenza aviaria (il vero danno è stato fatto agli allevamenti) fino ad arrivare alla bufala per eccellenza del morbo della mucca pazza, sono esemplari.
Io stesso non ripudio e non sto a condannare gli studi su possibili mutazioni (lungi da me) ma mi chiedo ha senso chiedere a tappeto una vaccinazione massiccia di tutta la popolazione, chiudere le scuole o allarmarsi per una patologia che non risulta essere dissimili dalle altre forme influenzali?
Intanto 20 milioni di vaccini (gratuiti e quindi a nostre spese) per ottobre sono stati ordinati.
Chissà che ne pensano le case farmaceutiche…
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Pubblicato da vitaliano82 su Lunedì, 4 Maggio 09
Cosa c’è di più privato della fine di una storia d’amore, di un matrimonio?
E cosa c’è di meno importante ed interessante della vita privata di un qualsivoglia politico?
Purtroppo qui in Italia alla notizia sul divorzio in casa Berlusconi si dà molto spazio e non possiamo nemmeno appellarci alla stampa di basso livello tipo tabloid inglesi perchè più o meno tutta (ieri il sito del sole apriva con questa notizia) la nostra stampa e l’etere è piena di questa “notizia”.
Sia chiaro, non dico che il diritto di cronaca non sia importante e che comunque Berlusconi non sia un personaggio pubblico, ma penso che data la notizia, ci si debba fermare lì.
Invece vedo un pullulare di congetture politico-economiche sulla sorte dell’impero economico e politico del cavaliere. Da una notizia si costruiscono analisi che trascendono dalla notizia vera e proprio sconfinando nel gossip vero e proprio.
Così spuntano Noemi, il papi e le veline e di vere analisi politiche nemmeno l’ombra.
Gli unici, forse, che si avvantaggeranno di questa situazione saranno gli avversari poltici del premier (ormai alla canna del gas) e la sua (ormai ex) moglie. Già la vedo nel pantheon dei girotondino come la povera donna sfruttata che ha saputo dire basta a Berlusconi.
Purtroppo saremo noi che a questo stillicidio di cazzate non potremo di re di no in questi giorni; “è la stampa bellezza, la stampa e tu non puoi farci niente!”
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Pubblicato da vitaliano82 su Martedì, 31 Marzo 09
Ogni partita di calcio (anche se ormai stanno prendendo corpo anche in sport come basket e pallavolo) li si sente cantare, li si vede entusiasmarsi per la propria squadra. Sono la nota colorata delle manifestazioni sportive, con le loro coreografie e i loro cori.
Se ci fermassimo qui il problema ultras non esisterebbe, ma purtroppo c’è molto di più.
“Noi siamo ultrà. Non siamo gente come gli altri. Non amiamo mescolarci con le masse, non vogliamo uniformarci. Siamo pronti a subire torti, oppressioni e sguardi malevoli. Non tradiremo mai ciò in cui crediamo, e continueremo a seguire la nostra linea per sempre. Senza l’appoggio di nessuno, senza che nessuno ci dica bravi. Sempre così, con la sciarpa al collo, in giro per l’Italia, inseguendo un sogno. Non siamo eroi, ma amiamo quello che siamo e vogliamo difenderlo. E anche voi, anche se dell’essere ultrà non ve ne frega niente, dateci retta. Se vi mettono i piedi in testa, se vi sentite pronti a fare la vostra parte per rendere più puro questo mondo, allora venite con noi. Fate come facciamo noi, create un movimento, aggregatevi a qualcuno che la pensa come voi, poco importa se nero, rosso o fucsia, e andate alla conquista del mondo. Non possiamo garantirvi che la vostra vita sarà migliore, questo no. Ma vi assicuriamo che almeno sarà vera.”
Queste parole trovate in giro per la rete possono farci capire meglio dov’è il punto focale di questo problema. Nell’associazione di persone non vedo mai un problema, ma quando si confondono come ideali, il darsene di santa (?) ragione fra persone che hanno la stessa “mentalità”, l’odio verso la polizia (da combattere con tutti i mezzi), la violenza verso altri tifosi che non hanno “mentalità” e che vanno allo stadio solo per seguire una partita…beh questo inizia ad essere un problema.
Già “mentalità”, parola usata e spesso abusata da questo gruppo di persone, ma cosa significa? Sempre girando per la rete possiamo trovare questa definizione:
C’è un codice etico non scritto all’interno del mondo ultras che porta ad esempio ad avere rispetto del “nemico” e a non attaccarlo in caso di “inferiorità numerica”, a lasciare stare chi del mondo ultras non fa parte, che spinge a non usare lame o altri oggetti che possono mettere a repentaglio la vita altrui. Questo per quanto riguarda gli “scontri”, ma si potrebbe parlare di tanto e tanto altro. Tante altre sfaccettature che purtroppo vengono sempre più di frequente messe da parte dalle curve, non prese in considerazione a favore dell’anarchia e dell’infamia.
Ma se per caso vi capita di googlare un pò noterete che alla voce mentalità ultras troverete una bella marca di sportswear.
Così forse riusciamo a centrare meglio la cosa. Ormai i gruppi ultras sono delle vere e proprie aziende a fini di lucro con la vendita di materiale, l’essere sulla busta paga di molte società, la prelazione sulla vendita dei biglietti (che spesso loro non pagano), senza contare che spesso questi gruppi fanno da serbatoio politico per le ali estreme della politica.
Molto spesso i capi ultras, facendo riferimento proprio a questo genere di attrattiva, del gruppo, di questi sedicenti ideali e valori (mi chiedo come si possa pensare di cambiare il mondo gridando forza milan), riescono a fare presa su gruppi di ragazzi pronti a tutto pur di fare parte del gruppo.
Molto spesso fra gli ultras c’è gente che in maniera benevola crede di poter cambiare veramente il mondo, che in buona fede crede di essere una persona “speciale” per questo lottando contro il calcio delle pay tv o del marketing, semmai vendendo spille o sciarpe con la scritta ultras o spaccando un seggiolino.
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Pubblicato da vitaliano82 su Lunedì, 16 Marzo 09
Come al solito dò il mio sguardo nella rete e scorgo, non senza attimi di vivo terrore, che sul sito del corriere è riportata l’intervista deferente del solito Fazio a Prodi.
Gli stanno tirando la volata, mi dico, ricordando l’antica passione per la pedalata del vecchio boiardo di stato. Solo pochi giorni prima Prodi è sui giornali perchè rinnova la tessera del Pd, comprese le frasi di indubbio giubilo dell’arena poltica tutta, e oggi è da Fazio a parlare del fatto che lo hanno fatto cadere al governo (frasi d’attualità non c’è che dire).
Leggendo l’intervista, essendo poco avvezzo a frequentare il dibattito televisivo edulcorato e fastidioso dell’ex stella de La 7, trovo una serie di virili e coraggiose pugnalate alle spalle verso il dimissionario Veltroni. Che il vecchio presidente Iri non fosse un cuor di leone è chiaro, ma evidente in questi mesi si è cimentato nel nuovo sport del tiro alla croce rossa.
Un dubbio amletico che subito divemnta sgomento mi assale: e se il cambiamento sia nel ritorno der Mortadella?
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Pubblicato da vitaliano82 su Mercoledì, 25 Febbraio 09
La strada da compiere è ancora lunga, il ritardo accumulato in questi anni di stupido diniego all’energia nucleare (salvo pagare a caro prezzo quella proveniente da dietro casa in Francia) ma visto il protocollo siglato tra Enel e Edf (che è l’ente francese) sembra che la macchina si sia messa in moto.
Se si legge la data prevista per l’inizio della produzione (2020) non pochi si chiederanno l’utilità di questo programma senza tenere conto delle retrograde associazioni ambientaliste che vedranno il ritorno di satana in persona sul suolo italico.
Innanzitutto c’è da sfatare un mito in Italia si produce ben poca “energia pulita” e comunque nuove centrali vengono concepite sempre con l’utilizzo di substrati inquinanti. Certo qui il Pecoraro di turno potrebbe obiettare che si potrebbero sfruttare di più le “energie rinnovabili” anzichè costruire nuove centrali nucleari. Questa obiezione non è certo sbagliata, in Italia viene sfruttata poco l’energia da fonti rinnovabili, ma è anche chiaro che per le attuali capacità e per il nostro fabbisogno queste non possono essere le sole centrali disponibili.
Questo tipo di energia può essere un’ottimo tipo di energia se viene usate di supporto all’energia prodotta con substrati più inquinanti, e visto che di energia “tradizionale” c’è bisogno il nucleare sembra essere tra queste la migliore possibile.
Carbone, gas e petrolio (più le ultime due) sono troppo condizionate dai capricci dei cartelli dei produttori e sembrano dare un rendimento minore all’energia nucleare.
Questo atteggiamento miope dell’Italia sappiamo tutti da dove nacque, sul filo dell’emotività per il disastro di Chernobyl che, per la cronaca, fu dovuto alla stupidità sovietica e la loro voglia di sperimentare fin dove si potesse controllare la reazione nella fase critica.
Insomma a mio modestissimo avviso questa mossa potrebbe essere finalmente un segno di un’Italia che non naviga solo a vista ma che fa un progetto di sviluppo a lungo termine.
Speriamo che qualche partito al governo che ama la demagogia non cavalchi le future proteste NO ATOMO.
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Pubblicato da vitaliano82 su Lunedì, 9 Febbraio 09
Che il global warming sia diffusamente accettato negli ambienti mediatici, politici e della (pseudo)società civile (orribile questa espressione!) è fuori discussione.
Che lo sia anche dal punto di vista scientifico invece non è così chiaro. Di sicuro c’è una grossa fetta che vede nell’intervento umano la causa scatenante dei cambiamenti climatici (che c’è da dire sulla terra non sono mai mancati), ma è abbondante anche quella fetta di ricercatori che non credono a questo rapporto di causa effetto.
Personalmente sono poco preparato su quest’argomento ed è difficile essere credibili scientificamente se non si hanno le idee chiare. A sensazione mi sembrano più credibili le tesi dei non catastrofisti (anche perchè devo ammettere, non sono accompagnate da uno stuolo di personaggi difficilmente credibili come Al Gore, Pecoraro Scanio…) e perchè alcune ricercha appaiono “guidate” con errori di metodo grossolani. Insomma ha senso calcolare l’andamento delle temperature in millenni non in poche decine di anni. Ma ripeto sono poco preparato in materia e non vorrei entrare nel merito della questione scientifica.
Molto affascinante, invece, è la fauna che si alimenta e cresce dietro questo catastrofismo. I movimenti ambientali ( i più grossi conservatori mai conosciuti) e coloro che si beano di un mondo che si autodistrugge. In questo atteggiamento vedo un nuovo antropocentrismo culturale: dopo aver scoperto che la terra non è il centro dell’universo è più rassicurante dare all’uomo la forza di distruggere il mondo stesso.
Un nuovo modo per sentirsi migliori degli altri!
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Pubblicato da vitaliano82 su Martedì, 3 Febbraio 09
Tra le domande primitive e ricorrenti della storia umana c’è sempre stata quella dell’esistenza o meno di un’entità superiore.
Le risposte sono le più disparate ma alla fine ci si divide in chi o ci crede o chi non ci crede (volendo molto semplificare).
Dalla mia esperienza e dal mio modo di pensare sono portato a non credere, ad escludere la possibilità dell’esistenza di questa entità. I motivi sono molteplici, ma banalizzando direi che se lo facessi, se credessi, sentirei di prendermi in giro. Non escludo un giorno di poter cambiare idea (come non escludo di credere ai Puffi o agli alieni o a Travaglio) ma per ora lo vedo come molto improbabile.
Vengo da una famiglia cattolica e la maggior parte di persone che conosco sono credenti e devo dire che il mio sentimento verso di loro è di rispetto e quasi di incredulità. Molti di loro sono persone inteliggenti, che stimo, e mi chiedo come possano credere nonostante tutto. Insomma anche se credo assurdo quello in cui credono non li posso catalogare come cretini perchè non la pensano come me.
Per questo personaggi come Oddifreddi, mi fanno paura. Avere l’aria di chi ha capito tutto e dimostrare(?) che chi non la pensa come lui ha capito poco (eufemismo per non dire che non hanno capito un cazzo) mi porterebbe quasi a riconsiderare le mie scelte (quasi).
Mi fa ancor più paura quando un gruppo di atei, agnostici e razionalisti si uniscono formano un gruppo dal nome esoterico UAAR.
Da ateo (o agnostico o non credente decidete voi) mi chiedo ho bisogno di unirmi in una nuova chiesa che divinizza la non esistenza di dio per affermarmi come tale? Non è questo un controsenso? E perchè noi atei dovremmo chiedere un contradditorio (come se fossimo una chiesa) con i credenti? a che pro?
E perchè noi atei dovremmo fare delle pubblicità sui tram (già moi vedo milioni di persone in crisi mistica nella visione del nuovo messia che ci avvisa della sua non esistenza) per fare proselitismo?
Perchè dovremmo fare come i missionari e portare in giro la verità rivelata? Quali nuovi sacerdoti si gioverebbero di questi nuovi (non)fedeli?
Nel dubbio raccolgo i suoi scritti maestro : La Bibbia del matematico impertinente.
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