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LA “CASTA” CHE OGNI GIORNO AFFRONTO

Pubblicato da vitaliano82 su Martedì, 4 Marzo 08

Essere giovani, bravi e preparati a volte può essere un problema. Il problema arriva quando cerchi di entrare nel tuo mondo lavorativo ma ti vedi chiudere le porte in faccia adducendo come unica “scusa” la mia giovane età. Studiare, prepararsi, essere scrupolosi, ottenere risultati non serve se sei troppo giovane ed hai come “colpa” dimostrare un’età inferiore.

Può sembrare assurdo, sconvolgente ma è così.

Mi sono laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria alla prima sessione utile nel Luglio 2006 con 109/110, dopo aver vinto il concorso nazionale nel 2001 (piazzandomi al 5° posto) senza nessun aiuto, senza essere figlio di, ma solo con la mia forza di volontà, la mia passione e la mia testardaggine.

La mia scelta era stata giudicata “folle” perchè <<sai entrano solo i raccomandati…>>.

Ma a me non interessa quello che dice la “gente” e (come già sapete) vinco la mia scommessa. Studio sempre con abnegazione e passione, frequento con assiduità la clinica universitaria, cercando di imparare e mettere a frutto la mia preparazione giorno dopo giorno.

Frequento convegni, approfondisco sui libri, miglioro il mio contatto con il paziente, insomma cerco di rendere il più proficuo possibile il sacrificio che stanno facendo i miei genitori.

Mi laureo con una tesi sperimentale clinica, e continuo ad essere medico volontario in clinica nel reparto che seguo da ormai molti anni.

Subito dopo vinco anche il concorso per l’ingresso nella scuola di specializzazione in Ortodonzia (sono simili a quelle di medicina, ma con la differenza che le nostre scuole sono triennali e non sono sovvenzionate dall’UE, cioè ce le paghiamo noi!).

Acquisisco sempre maggiore padronanza, porto a termine numerosi casi clinici, ma non mi sento mai arrivato e per questo continuo a seguire corsi, convegni e la clinica anche al di fuori dei turni obbligatori.

E’ il lavoro che mi piaceva già da piccolo, ho tantissima passione e posso sopportare anche quelli che per altri sono sacrifici ma per me è quasi un divertimento.

Certo torno a casa stanco, ma sono sempre contento perchè faccio quello che mi piace e sto seminando e un giorno so che raccoglierò i frutti.

Quasi un anno fa decido che è ora di associare al lavoro in clinica (molto interessante e piacevole ma comunque gratuito) anche la libera professione per iniziare a guadagnare qualcosina. Non voglio apparire presuntuoso, ma vedendo molti colleghi all’opera ho pensato di poter dire la mia. Certo questo sarà ancora un investimento, perchè parte dei soldi saranno investiti in materiale e corsi (che non sono mai gratis…anzi).

Ma è in questo momento che mi scontro con la “casta”. Non ho parenti odontoiatri, non sono figlio di e per aprire uno studio ci vorrebbe un grosso investimento che non mi posso permettere.

Per questo motivo dovrò andare presso studi di altri colleghi “generici” che mi affideranno i loro pazienti per i trattamenti specialistici (prendendosi la loro percentuale).

Mi propongo in molti studi e qui tocco con mano l’assurdità (e in certi casi l’autolesionismo) si certi miei colleghi. Dalla gran parte di loro mi sento dire: <<sei troppo giovane!>>. Questo senza neanche stare a sentire quello che ho da dire, da proporre, senza neanche mettermi alla prova.

Non ha importanza quello che hai già fatto, quello che vuoi fare, se usi le tecniche migliori e sei aggiornato…sei troppo giovane!

La beffa è che molto spesso questi stessi colleghi perdono questo tipo di pazienti perchè non li trattano e questi si rivolgono presso altri studi. In alcuni casi ancora peggiori, il collega fa eseguire prestazioni ortodontiche da un tecnico(!!) che abusivamente esercita la professione.

Molto probabilmente se me la fossi presa comoda e mi fossi laureato a 30 anni anzichè a 24, avrei avuto l’età giusta!

Questo tipo di ostracismo spesso lo incontro anche perchè, non ho parenti del ramo, non conosco “gente importante” non ho lo studio di papà dove lavorare…Molte volte vedo all’opera gente poco competente, ma diciamo più “fortunata” di me, tutto questo mi fa venire il dubbio se nel nostro ambiente la qualità possa avere qualche significato.

E’ passato un anno e per fortuna, ho trovato qualcuno che mi ha dato fiducia, che è andato oltre l’età e felicemente (e proficuamente anche per lui) sta andando avanti il nostro rapporto di collaborazione. E’ comunque una piccola cosa che non può permettermi di essere indipendente, per questo motivo sono ancora alla ricerca di altre possibilità lavorative da aggiungere.

Ma nonostante ciò, molte volte ho ancora porte chiuse in faccia e nessuna possibilità di poter mostrare quello che ho da dire e da dare.

So anche che fra qualche anno, tutto andrà per il meglio e alla fine i valori verranno allo scoperto, ma il mio vuole essere un discorso diverso, una protesta per tutti quelli che come me si sono trovati, si trovano e si troveranno in questa situazione che può essere l’emblema italico, dove la meritocrazia viene accantonata per motivi che sono diversi dal benessere della collettività.

9 Risposte a “LA “CASTA” CHE OGNI GIORNO AFFRONTO”

  1. Cosimo detto

    La presente per richiedere autorizazione a pubblicare l’articolo sul blog di categoria. grazie.

  2. vitaliano82 detto

    per quanto riguarda l’articolo puoi pubblicarlo.
    per cortesia ti chiedo di citarmi come fonte.
    ciao vitaliano

  3. Ho una nipote molto brillante che è nelle tue stesse condizioni. Si è iscritta a medicina ( le hanno dati buoni solo un paio di esami, quindi ha davanti una nuova vita di studi!) per avere altre possibilità.
    Anche qui il problema è il solito: non bastano qualità ed impegno per emergere in questo paese.
    Mia figlia ha lo stesso problema: vuole fare la giornalista, ha un grande talento, è laureata in scienza della comunicazione, è stata assunta da un giornale on line, dove aveva fatto la stagista gratuita per un sacco di tempo, ma sa già che dovrà fare una gavetta infinita prima di avere un praticantato in un giornale vero.
    Spero che i politici come Mastella che, invece di difendere gli interessi collettivi, si occupano degli affari dei loro clientes siano tutti sonoramente trombati ( e Mastella è solo quello che si comporta così in maniera più plateale)

  4. vitaliano82 detto

    il problema è che la “casta” politica è tra quelle più eloquenti nel nostro paese, ma non è la sola.
    non mi sembra giusta la politica antimeritocratica che viene fatta nel nostro paese dove:
    per essere un farmacista devi essere figlio di un farmacista
    per essere un notaio devi essere figlio di un notaio
    per essere professore universitario devi essere figlio di professore universitario
    per essere dentista devi essere figlio di dentista

    non è così che si seleziona la classe dirigente!

  5. mariarosaria detto

    Purtroppo,lo dici anche tu,non sei figlio di nè amico di.Se nel tuo albero genealogico avessi avuto un mastella ora saresti sistemato.ma non preoccuparti,sei un ragazzo con un Q.I. superiore e cio’ che conta di più sei uno che non si arrenderà mai.continua così come sei,chi vale e merita prima o poi raccoglierà i frutti dei tanti sacrifici fatti.in bocca al lupo Vitaliano,te lo meriti.

  6. vitaliano82 detto

    grazie del supporto morale e anche delle belle parole che hai speso, in questo momento mi serve proprio.

  7. vitaliano82 detto

    Proprio la settimana scorsa ho subito un’altra pesante delusione.
    ero stato contattato da un collega per una collaborazione e avevamo un appuntamento. Poche ore prima (mentre preparavo i casi clinici per poterglieli mostrare e far vedere come lavoro e quali sono i risultati) mi ha telefonato annullando l’appuntamento.
    è questo che proprio non sopporto (oltre alla maleducazione) essere scartato a priori senza nemmeno avere la possibilità di dimostrare chi sono…

  8. Elisa detto

    Scusami se non ti ho risposto prima, ma non mi ero accorta del tuo commento.
    Concordo pienamente con tutto quello che hai scritto. Il problema paradossale è il non avere le conoscenze.
    Ho frequentato per un anno e mezzo la facoltà di ingegneria informatica, da poco ho capito che non era per me e ho abbandonato, ma non l’università. A settembre ricomincerò e mi sposterò ad economia, per fortuna ho ancora diciannove anni e posso darmi da fare. Quello che mi preoccupa non è lo studio, sono sempre andata bene a scuola con l’impegno e la costanza sò che ce la posso fare, quello che mi preoccupa è il dopo perchè come te sono sola e dovrò lottare per trovarmi uno spazio lavorativo che mi permetta una vita dignitosa.

  9. vitaliano82 detto

    l’unico consiglio che ti posso dare, elisa, da fratello maggiore è quello di scegliere una facoltà che ti possa piacere (spero sia così economia).
    potresti iniziare anche a seguire qualche corso di quella facoltà per capire cosa ti aspetti, visto che come ho capito non stai più seguendo ingegneria.
    un’altro consiglio è quello di continuare a fare la tua vita, ritagliandoti lo spazio per i tuoi hobbies.
    continua a viaggiare, leggere, fare vita da associazione o politica (se la fai), tutto ciò vedrai verrà valutato bene al momento dei colloqui.
    per esperienza personale, ti garantisco che la facoltà di economia se fatta bene (e quindi anche nelle università giuste tipo Padova o Tor Vergata a Roma) assieme ad una vita non appiatita sul solo studio ti aprirà porte importanti (naturalmente non trascurare l’inglese e cerca di studiare almeno un’altra lingua se giaà non la conosci).

    per il resto sei (siamo) giovane(i) e dobbiamo per forza guardare al futuro con ottimismo.
    anche se inconterermo difficoltà dobbiamo superarle con le nostre forze, vedrai prima o poi l’impegno i sacrifici e i valori verranno fuori.

    ps un anno sabbatico universitario è la regola per molte persone, non preoccuparti!
    vitaliano

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